E le Vecchie Segherie si trasformarono in libreria. Inaugurata da me

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A Bisceglie. Presentazione del mio libro “Eurosprechi” pubblicato da Chiarelettere. Occupata per la prima volta la scrivania riservata agli scrittori. In collaborazione con il Circolo dei lettori Presidio del Libro guidato da Rosa Leuci

Il profumo della carta. E quello del legno. Che si mischiano. E si diffondono in un posto che si chiama Vecchie Segherie ma che in realtà ha appena visto la luce: è la nuova libreria di Bisceglie. Il suo nome completo è Vecchie Segherie e Altre Storie…, un Mondadori Bookstore in via Porto a due passi dal mare.

Dove c’era la falegnameria ora ci sono i libri. “Il passato artigianale torna a vivere ed è rimodellato per offrire un ambiente caldo e accogliente nei grandi locali delle Vecchie Segherie Mastrototaro, una vera e propria grotta articolata esaltata dal tufo” dice lo scrittore Roberto Ippolito chiamato lunedì 10 luglio 2017 a dar vita a una specialissima inaugurazione. Ippolito è il protagonista del primo evento letterario della libreria: la presentazione del suo volume “Eurosprechi” pubblicato da Chiarelettere realizzata in collaborazione con il Circolo dei lettori Presidio del libro guidato da Rosa Leuci.

Il capostipite Giacomo Mastrototaro sognava di avere una biblioteca in uno dei suoi laboratori di falegnameria. Il secondogenito Mauro e i soci Cetta Gallo e Mauro Racanati sono andati incontro a quel desiderio cosi particolare creando la libreria.

“Che contentezza festeggiare io la nascita di una libreria ed essere il primo autore che incontra il pubblico in un luogo che prende slancio dai vecchi tempi ma che guarda avanti con un grande sforzo economico” afferma Ippolito. È lui, inoltre, a essere anche il primo a occupare la scrivania disposta in uno spazio ricavato in alto nel grande ambiente centrale: si tratta della scrivania riservata agli scrittori che vogliono svolgere qui una parte del loro lavoro.

L’ufficio autori è una caratteristica originale delle Vecchie Segherie. Ma sono numerose anche le postazioni destinate ai lettori; nei banchi per loro ci sono scanalature per i libri. Gli allestimenti, all’insegna del riuso e con un design di forte impatto, sono curati dallo studio Proun a firma degli architetti Cristina Mastrototaro e Ida Martucci. Sono tutti in legno con l’eccezione dei componenti usati per la produzione delle cassette per la frutta e degli imballaggi.

Sottili nastri di legno compongono l’enorme lampadario di fronte all’ingresso. Alla destra si trova l’ariosa caffetteria, alla sinistra una sorta di galleria scavata nella roccia che sfocia negli ambienti dedicati agli incontri e alle iniziative didattiche.