Chiesa Madonna del Rosario Gricignano di Aversa (Caserta)
Chiesa Madonna del Rosario Gricignano di Aversa (Caserta)

È un giorno di festa. La gente è stipata. Tanto che il vescovo Angelo Cinillo fatica a raggiungere l’altare. Ci sono anche gli amministratori locali arrivati dai paesi vicini. Nessuno vuole perdersi l’evento. Anzi quasi nessuno: l’inaugurazione della chiesa della Madonna del Rosario in via Filippo Turati 5, una sede provvisoria in attesa della costruzione di quella nuova già progettata, è disertata dal sindaco Andrea Moretti e dagli altri rappresentanti del comune di Gricignano di Aversa, 10.569 abitanti a 24 chilometri da Caserta.

 

Strano? Il parroco Antonio Fabozzi, parlando durante la cerimonia, tenta di non dare troppo peso alla cosa: spiega che “tutta l’amministrazione comunale”, compreso il sindaco espresso da una lista civica, è stata “invitata ufficialmente” ma risulta “non presente” solo “per cavilli burocratici e istituzionali che lasciamo volutamente fuori dalla porta”.

 

I cavilli, però, non sono esattamente dei cavilli. Ma qualcosa di più grosso: un peccato che si chiama abusivismo edilizio. Il comune di Gricignano di Aversa, e questo spiega l’assenza dei suoi massimi rappresentanti all’inaugurazione avvenuta domenica 14 dicembre 2014, giudica la chiesa della Madonna del Rosario non in regola. Tanto che il 30 dicembre, appena due settimane e due giorni dopo, con l’ordinanza numero 14, impone al parroco Fabozzi “la immediata chiusura” dei locali destinati “ad uso pubblico (chiesa), diffidandolo dal consentirne l’utilizzazione” poiché “manca il certificato di agibilità”.

 

Inoltre con l’ordinanza numero 13, firmata come l’altra dalla responsabile dell’Area Tecnica, architetto Anna Cavaliere, “ingiunge” al proprietario Ersino Di Foggia “la demolizione di opere edilizie eseguite in assenza di permesso di costruire, in totale difformità ovvero con variazioni essenziali”. Devono quindi essere demolite le “opere che hanno comportato la variazione di destinazione d’uso dei locali al piano terra (da autorimessa e deposito a locali ad uso pubblico – chiesa), ripristinando l’originaria destinazione d’uso od, in via subordinata, realizzando” lo smantellamento di un deposito e di una tettoia abusivi previsti dal permesso di costruire in sanatoria rilasciato nell’aprile 2013.

 

In sintesi, pertanto, il comune contesta che un’autorimessa è diventata una chiesa senza alcun permesso ovvero senza “alcun titolo edilizio né risulta richiesto ed ottenuto il certificato di agibilità”. L’ufficio tecnico afferma che la trasformazione è avvenuta “senza alcuna preventiva comunicazione e conseguente autorizzazione, in violazione della disciplina urbanistica-edilizia locale”. Oltretutto “è assente l’autorizzazione sismica essendo stato dichiarato il territorio” di Gricignano di Aversa “sismico di II categoria con deliberazione di Giunta Regionale della Campania”. L’autorizzazione sismica sarebbe stata necessaria per il “taglio” effettuato “di muratura portante per la realizzazione di aperture di collegamento” fra “due vani”.

 

Copia delle due ordinanze vengono inviate dal Comune alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord e alla Stazione Comando dei Carabinieri di Gricignano di Aversa “per quanto di competenza”. E pensare che il parroco, durante l’inaugurazione della Chiesa Madonna del Rosario, sostiene che “questa nostra casa non ha nulla da invidiare ai tanti luoghi di culto presenti sul nostro territorio diocesano”, definendola “bella, luminosa e accogliente”. Ma abusiva, in base alle due ordinanze. Chi è senza peccato… scagli il primo mattone.


IL LIBRO
Roberto Ippolito “Abusivi. La realtà che non vediamo. Genio e sregolatezza degli italiani”, Chiarelettere

 

Dall’ultima di copertina

“Ma poi c’è un’altra cosa che fuori non la sa nessuno… a te ti abbiamo fatto noi altri, ma “a lui” chi l’ha fatto? … e chi l’ha autorizzato? Questi tutti abusivi sono!”

Giovanni Di Giacomo, boss ergastolano, irritato per la presenza di mafiosi privi di investitura

 

Dal risvolto di copertina

L’abusivismo non guarda in faccia a nessuno. Balla e fa ballare tutta Italia. Panettieri abusivi, macelli abusivi, studi medici abusivi, meccanici abusivi, benzinai abusivi, tassisti senza patente abusivi, perfino mafiosi e morti abusivi. Si resta a bocca aperta leggendo l’inchiesta di Roberto Ippolito e la lista infinita di comportamenti illegali e senza scrupoli degli italiani.

A Forlì e Cesena, estetisti e parrucchieri irregolari sono uno su tre, a Ivrea i carabinieri accertano che un quarantenne, che opera come fisioterapista, in realtà non è un medico, ma un musicista. A Ravenna un falso psicologo segue una settantina di pazienti e si fa pubblicità su internet, tariffario compreso. Grazie a minori costi, gli abusivi falsano la concorrenza. Prosperano e insieme a loro prosperano il lavoro nero e l’evasione fiscale.

Falsi venditori e parcheggiatori sono sempre più al centro di episodi di violenza. A loro guarda la grande criminalità. Nelle costruzioni l’abusivismo è sempre più sfacciato, come dimostrano la deviazione del torrente Modica-Scicli e i mille metri di porto a Ostia rigorosamente illegali. Né l’arte né i santi si salvano: al Circo Massimo è stata installata una scultura di tre metri per tre, del tutto illegalmente, mentre sulla scogliera di Serapo, la spiaggia di Gaeta, è stata cementata abusivamente una statua della Madonna.

Perché l’Italia è una lunga lista di irregolarità fai da te, che fa sorridere ma anche no.

 

Roberto Ippolito è un giornalista e scrittore. Autore dei bestseller “Evasori” (Bompiani), “Il Bel Paese maltrattato” (Bompiani) e “Ignoranti” (Chiarelettere). È direttore di festival letterari a Ragusa, a Cinecittà e al Maxxi a Roma. Dopo aver curato a lungo l’economia per il quotidiano “La Stampa”, è stato direttore della comunicazione della Confindustria, delle relazioni esterne dell’Università Luiss di Roma e docente di Imprese e concorrenza alla Scuola superiore di giornalismo della stessa Luiss.


 



 


 

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