Una preghiera per il Giubileo: niente indulgenza per i pellegrinaggi abusivi

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Non c’è più religione. La Confcommercio di Lecce e il Sindacato provinciale agenti di viaggio hanno messo nel mirino le parrocchie. Tuttavia non sono diventate improvvisamente mangiapreti, anche se continuano a rivolgersi perfino alla polizia municipale per segnalare i loro comportamenti ritenuti scorretti. La fede, infatti, non c’entra nulla. Ma l’economia sì.

Le due associazioni imprenditoriali accusano le parrocchie di promuovere pellegrinaggi abusivi. E le accomunano alle “associazioni onlus” e ai “semplici cittadini” che offrono “viaggi organizzati da operatori privati non autorizzati”.

La questione è tutt’altro che piccola. Il turismo religioso muove una montagna di soldi insieme alle persone. Gli operatori senza le carte in regola ne conquistano una parte sostanziosa con i prezzi più bassi e la concorrenza sleale. Fra l’altro i fedeli che arrivano a Roma per il Giubileo corrono il rischio di trovarsi facilmente in uno degli innumerevoli alberghi o bed & breakfast abusivi esistenti, per non parlare dei commercianti abusivi e dei gazebo altrettanto abusivi dei locali.

Che fare? Almeno una cosa: in occasione del Giubileo niente indulgenza per i pellegrinaggi abusivi. Anche se è il Giubileo della Misericordia.

Foto - 20 novembre 2014 inaugurazione della mostra “I Papi Santi. Le immagini di Carlo e Maurizio Riccardi” nell’ambito di “Pagine in cammino” a Castellaneta (Taranto)

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IL LIBRO 

Roberto Ippolito “Abusivi. La realtà che non vediamo. Genio e sregolatezza degli italiani”, Chiarelettere

Dall’ultima di copertina 

“Ma poi c’è un’altra cosa che fuori non la sa nessuno... a te ti abbiamo fatto noi altri, ma “a lui” chi l’ha fatto? ... e chi l’ha autorizzato? Questi tutti abusivi sono!”

Giovanni Di Giacomo, boss ergastolano, irritato per la presenza di mafiosi privi di investitura

Dal risvolto di copertina 

L’abusivismo non guarda in faccia a nessuno. Balla e fa ballare tutta Italia. Panettieri abusivi, macelli abusivi, studi medici abusivi, meccanici abusivi, benzinai abusivi, tassisti senza patente abusivi, perfino mafiosi e morti abusivi. Si resta a bocca aperta leggendo l’inchiesta di Roberto Ippolito e la lista infinita di comportamenti illegali e senza scrupoli degli italiani.

A Forlì e Cesena, estetisti e parrucchieri irregolari sono uno su tre, a Ivrea i carabinieri accertano che un quarantenne, che opera come fisioterapista, in realtà non è un medico, ma un musicista. A Ravenna un falso psicologo segue una settantina di pazienti e si fa pubblicità su internet, tariffario compreso. Grazie a minori costi, gli abusivi falsano la concorrenza. Prosperano e insieme a loro prosperano il lavoro nero e l’evasione fiscale.

Falsi venditori e parcheggiatori sono sempre più al centro di episodi di violenza. A loro guarda la grande criminalità. Nelle costruzioni l’abusivismo è sempre più sfacciato, come dimostrano la deviazione del torrente Modica-Scicli e i mille metri di porto a Ostia rigorosamente illegali. Né l’arte né i santi si salvano: al Circo Massimo è stata installata una scultura di tre metri per tre, del tutto illegalmente, mentre sulla scogliera di Serapo, la spiaggia di Gaeta, è stata cementata abusivamente una statua della Madonna.

Perché l’Italia è una lunga lista di irregolarità fai da te, che fa sorridere ma anche no.