Roberto Ippolito autore di “Delitto Neruda” Chiarelettere foto Velletri Libris 2 agosto 2020
Roberto Ippolito autore di “Delitto Neruda” pubblicato da Chiarelettere foto di archivio Velletri Libris

“Delitto Neruda”, la storia da sapere. Ad Ancona e Sirolo mercoledì 21 luglio

Conversazione con Ricardo Madrid de la Barra, in esilio per il colpo di stato in Cile, sui risultati della vasta inchiesta internazionale del libro pubblicato da Chiarelettere alle 21.30 in Piazza Vittorio Veneto a Sirolo. In precedenza, alle 18.30 l’incontro con i lettori nella libreria Fàgola – la Booktique di Fogola, Corso Giuseppe Mazzini 170, Ancona.

Organizzato dalla libraia Simona Rossi e da Giordano Vecchietti, che ha uno stretto legame con il Cile, il doppio appuntamento nella Riviera del Conero nelle Marche è concepito per far conoscere sulla scorta di testimonianze e documenti come è morto Pablo Neruda: “Il poeta Premio Nobel ucciso dal golpe di Pinochet” si legge sulla copertina del volume. I fatti ricostruiti nelle pagine di “Delitto Neruda” smentiscono totalmente la versione ufficiale del decesso per il cancro alla prostata.

Foto di archivio di Velletri Libris.

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La scheda del libro di Roberto Ippolito “Delitto Neruda” (Chiarelettere)

Cile, 11 settembre 1973, l’instaurazione della dittatura militare di Pinochet, la fine di un sogno. Le case di Pablo Neruda devastate, i suoi libri incendiati nei falò per le strade. Ovunque terrore e morte. Anche la poesia è considerata sovversiva. A dodici giorni dal golpe che depone l’amico Allende, il premio Nobel per la letteratura 1971, il poeta dell’amore e dell’impegno civile, amato nel mondo intero, muore nella Clinica Santa María di Santiago. La stessa in cui, anni dopo, morirà avvelenato anche l’ex presidente Frei Montalva, oppositore del regime. Il decesso di Neruda avviene alla vigilia della sua partenza per il Messico, ufficialmente per un cancro alla prostata. Ma la cartella clinica è scomparsa, manca l’autopsia, il certificato di morte è sicuramente falso.

Ippolito ha raccolto le prove sostenibili, gli indizi e il movente della fine non naturale di Neruda, sulla scorta dell’inchiesta giudiziaria volta ad accertare l’ipotesi di omicidio, e per questo contrastata in ogni modo da nostalgici e negazionisti. Per la sua drammatica ricostruzione, l’autore si è avvalso di una vasta documentazione proveniente dalle fonti più disparate: archivi, perizie scientifiche, testimonianze, giornali cartacei e on-line, radio, televisioni, blog, libri, in Cile, Spagna, Brasile, Messico, Perù, Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Italia.

Il libro è scritto con il rigore dell’inchiesta e lo stile di un thriller mozzafiato. Protagonista, una figura simbolo della lotta per la libertà, non solo in Cile, vittima al pari di García Lorca, suo grande amico e illustre poeta, ucciso dal regime franchista.

La fascetta

“Il mondo deve sapere la verità sulla morte di mio zio Pablo”

Rodolfo Reyes, nipote di Pablo Neruda

Dalla copertina

“Chi uccide un poeta uccide la libertà. Roberto Ippolito firma un’inchiesta stringente e appassionante sulla misteriosa morte di Pablo Neruda”

Giancarlo De Cataldo

“Ippolito raccoglie i fatti e li processa, li ricompone, li inchioda. Sembra di essere davanti a una fedele applicazione del principio pasoliniano del sapere fondato sulla ricerca intellettuale. Solo che qui ci sono anche le prove”.

Diego De Silva

Dall’ultima di copertina

– Cerchi pure, capitano! Qui c’è una sola cosa pericolosa per voi.

– Cosa?

– La poesia!

Pablo Neruda a un ufficiale durante la perquisizione a Isla Negra, tre giorni dopo il colpo di stato del 1973