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Il Natale di “Wilde come se” al Teatro della Dodicesima
Sotto l’albero si riflette. “Sono entrato in prigione con un cuore di pietra, non pensando che al mio piacere, ma ora il mio cuore si è completamente rotto; la pietà è entrata nel mio cuore; ora ho compreso che la pietà è la più grande, la più bella cosa che c’è nel mondo”: Tiziana Forzano, docente di filosofia nella Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino, ripete le parole di Oscar Wilde tratte dal romanzo pubblicato da Sem Feltrinelli, conducendo la presentazione giovedì 18 dicembre 2025 organizzata dalla Libreria del Sole di Francesca Di Nardo a Roma Spinaceto.
Lei ricava dalle sue pagine la forza dell’umanità nelle vicende crudeli, ricostruite nel libro, di cui sono protagonisti il drammaturgo e poeta Wilde e un soldato condannato a morte. E la scrittrice Tea Ranno interviene per sottolineare che la pietà manifestata tratteggia la figura di Wilde fatta conoscere in profondità e diversamente con il romanzo grazie alle lunghe ricerche compiute.
Così al Teatro della Dodicesima, di cui è direttore artistico Massimo Mattei Otranto, ci si è calati nell’Inghilterra vittoriana di fine Ottocento con la giustizia che uccide, le pesanti condizioni del carcere, il divario sociale, l’omosessualità punita con i lavori forzati ma impronunciabile (semmai “grave indecenza” come dice la legge con pudore ipocrita), le accuse basate sul personaggio di fantasia Dorian Gray.















