Ospite a Radio1 Rai: “La vera pace fiscale è quella di chi è in pace con la coscienza pagando le tasse”

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Il mio intervento a “Giorno per giorno” con Francesca Romana Ceci ed Eleonora Belviso sul condono che premia gli evasori mentre oltraggia gli onesti

Allora che vuol dire pace fiscale? È l’interrogativo posto a Roberto Ippolito, di cui vengono ricordati in particolare i libri “Evasori” uscito esattamente dieci anni fa con Bompiani e “Abusivi” pubblicato da Chiarelettere, ospite alle 11.15 di giovedì 18 ottobre 2018 a Radio1 Rai nel programma “Giorno per giorno” con Francesca Romana Ceci ed Eleonora Belviso. La conversazione è cominciata con un’analisi linguistica. Il provvedimento varato in questi giorni dl governo di Lega e Cinque Stelle, ha spiegato Ippolito, è stato definito “pace fiscale” ma in realtà è un condono.

Lo scrittore ha rilevato che la vera pace fiscale è invece quella dei cittadini che sono in pace con la propria coscienza, avendo assolto il proprio dovere di contribuente. È in pace con il fisco chi si è comportato onestamente contribuendo al finanziamento dei servizi pubblici. L’espressione “pace fiscale” viene pertanto usata ipocritamente: bisogna semmai parlare di resa fiscale, la resa agli evasori.

Rispondendo alle domande di “Giorno per giorno” su cosa è successo anche prima del varo delle misure, Ippolito ha fatto presente che “lo Stato ci ha già rimesso”. Si è fatto capire che è più conveniente non versare le tasse in attesa del condono. Gli evasori o quelli tentati di esserlo hanno chiesto ai commercialisti perché pagare se poi arriva il colpo di spugna o almeno un grosso sconto. Lo Stato perde somme consistenti. Un condono fa danni: quello previsto li ha fatti prima ancora di entrare in vigore.

A un ascoltatore che ha suggerito statistiche sul senso civico degli italiani, l’autore di “Evasori” e “Abusivi” ha detto che il senso civico dovrebbe essere stimolato sin dai primi anni di scuola. È indispensabile far comprendere da piccoli una cosa normale: le tasse si pagano per l’appartenenza alla comunità come le quote di condominio si pagano per l’appartenenza a un palazzo. E con le tasse si danno risorse per la scuola, la sanità, i vigili urbani o le luci dei lampioni. Ma gli stessi evasori sono capaci di lamentarsi per la qualità dei servizi ai quali negano le risorse.

Insomma che cosa sta succedendo? Ippolito ha fatto presente che il condono è un premio per gli evasori mentre oltraggia gli onesti. Fa arrabbiare i contribuenti in regola che apprendono i benefici elargiti ai ladroni, tali sono coloro che si tengono le somme da dare alla collettività.