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Salerno Letteratura Festival per “Wilde come se”
“È qui Wilde?”, “Wilde è sopra?”: si sentono ripetere queste domande sulle scale che portano alla presentazione del romanzo pubblicato da Sem Feltrinelli al primo piano dell’antico Palazzo Fruscione. Si cerca lui. È il segno dell’attrazione per il drammaturgo e poeta Oscar Wilde e dell’interesse suscitato dalle sue vicende raccontate per la prima volta insieme a quelle della guardia reale Charles Thomas Wooldridge, rinchiuso nella sua stessa prigione (il primo sottoposto a due anni di lavori forzati, il secondo condannato a morte). Le loro presenze si materializzano poi e assorbono l’attenzione con la guida di Barbara Cangiano, giornalista del quotidiano “Il Mattino”.
Nella conversazione condotta da Barbara Cangiano lunedì 15 giugno 2026 si tratteggiano le due differenti figure e si mette a fuoco che “il potere schiaccia il poeta”, come detto nel libro. I fatti, ricostruiti rigorosamente in base a lunghe ricerche, sono accaduti nell’Inghilterra vittoriana di fine Ottocento. “Wilde come se” è un romanzo storico, ma sono inevitabili i paralleli con l’attualità. Annientato e umiliato, Oscar Wilde ha avuto la forza di comporre versi struggenti e disperati sulla crudeltà della giustizia che uccide e sui soprusi fra le sbarre.
Versi che sembrano in perfetta sintonia con quelli di Alfonso Gatto, grande poeta del Novecento, salernitano, morto esattamente cinquanta anni fa: “Il cuore desto avrà parole”. Questi sono stati scelti come indicazione della strada da percorrere negli otto giorni della quattordicesima edizione di Salerno Letteratura Festival dai co-direttori artistici Gennaro Carillo e Paolo Di Paolo, dalla curatrice del programma ragazzi Daria Limatola e dalla direttrice organizzativa Ines Mainieri.
E, al di fuori dell’evento, sui muri della città succede di trovare le poesie di Alfonso Gatto, trascritte da mani anonime desiderose di far conoscere la sua opera.
















