
Comunicato stampa
“Wilde come se” di Roberto Ippolito proposto al Premio Strega da Elisabetta Mondello
“Con un linguaggio preciso, appassionato e mai retorico, il libro sorprende: si fa romanzo politico e civile”: la docente di letteratura italiana alla Sapienza e presidente Biblioteche di Roma motiva così la presentazione all’80ma edizione dell’ambito riconoscimento letterario
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Comincia la corsa. Il romanzo “Wilde come se” di Roberto Ippolito, pubblicato da Sem del gruppo Feltrinelli, è tra i primi proposti per la prossima edizione del Premio Strega, davvero storica essendo l’ottantesima. Lo presenta Elisabetta Mondello, docente di letteratura italiana contemporanea alla Sapienza Università di Roma e presidente di Biblioteche di

Roma. “Con un linguaggio preciso, appassionato e mai retorico, il libro sorprende: si fa romanzo politico e civile” sostiene nella motivazione inviata alla Fondazione Bellonci, promotrice dell’ambito riconoscimento letterario.
“Wilde come se” di Roberto Ippolito fa parte del primo gruppo di proposte annunciate. Dai libri presentati entro il 2 marzo dagli Amici della domenica, che costituiscono da sempre la “giuria vasta e democratica” concepita nella casa romana di Maria Bellonci (autrice di “Rinascimento privato” e “Lucrezia Borgia”) e del marito Goffredo, il Comitato direttivo del Premo Strega sceglierà i dodici candidati in lizza nel 2026.
Nel giudizio critico che accompagna la proposta, Elisabetta Mondello afferma che “Wilde come se” “è un intenso romanzo sull’incontro fra due vite” originariamente distanti: “quella dissacrante di Oscar Wilde, simbolo del dandysmo decadente dell’età vittoriana”, commediografo molto popolare, “e quella di Charles T. Wooldridge, sconosciuta guardia reale di Buckingham Palace”.
Ed ecco lo sviluppo della storia indicato nella motivazione per il Premio Strega: “Nell’Inghilterra di fine 800, segnata dal dualismo tra modernità e conservatorismo, ricchezza di pochi e miseria delle classi lavoratrici, severa moralità pubblica e vizi privati, le esistenze dei due uomini sono simmetriche, segnate da un’iniziale fortuna e da una drammatica caduta. Wilde, al culmine del successo, è processato per omosessualità e condannato a due anni di lavori forzati. Wooldridge conquista la donna amata ma, per gelosia, la uccide.”
Il soldato viene condannato a morte e rinchiuso nel carcere di Reading, dove è detenuto “Wilde, devastato e ai limiti della follia”. Definendo “Wilde come se” un “romanzo politico e civile”, Elisabetta Mondello afferma che il lettore viene costretto “a interrogarsi sulla pena capitale e sul dramma delle vittime dell’ipocrisia della società”.
Nel libro si legge che ”il potere schiaccia il poeta” (l’esordio di Oscar Wilde avvenne con la raccolta “Poesie”). C’è un collegamento ideale con Il titolo precedente di Roberto Ippolito, “Delitto Neruda”, pubblicato da Chiarelettere, che rivela la morte non naturale del poeta cileno Premio Nobel per la letteratura. Scrittore, giornalista e organizzatore culturale Ippolito ha firmato libri mirati sulla legalità e sulla cultura.






