Roberto Ippolito all’inaugurazione della mostra sugli ottant’anni del Premio Strega al Macro a Roma 29 apile 2026
Roberto Ippolito all’inaugurazione della mostra sugli ottant’anni del Premio Strega al Macro a Roma 29 apile 2026

Con gli ottant’anni del Premio Strega è in mostra al Macro la storia di un Paese

Un libro manca. Per forza: è quello che sarà incoronato l’8 luglio. Ma ha già lo spazio per essere accolto. È il futuro in continua costruzione del riconoscimento letterario. Del resto l’esposizione delle 79 copie originali vincitrici, da “Tempo di uccidere” di Ennio Flaiano, è la rappresentazione del continuo cammino.

La mostra curata da Maria Luisa Frisa e Mario Lupano e inaugurata mercoledì 29 aprile “Uno, cinque, dodici. Ottant’anni del Premio Strega 1947-2026” (numeri sintesi della gara: vincitore, finalisti, candidati) rende omaggio agli scrittori e alle opere, nomi e titoli impareggiabili. La striscia delle fotografie di tutte le edizioni che avvolge le pareti di un ambiente del museo romano e i ritagli dei giornali testimoniano la perenne effervescenza del Premio animato e irrobustito da Maria Bellonci (al centro della mostra il suo studio ricostruito).

Negli ottant’anni la cultura si diffonde, mette radici. E accompagna la crescita dell’Italia. Nel 1951 solo il 5,9% della popolazione aveva la licenza media e un minuscolo 3,3% il diploma. I libri e la lingua scritta segnano l’evoluzione. Leggendo diventiamo più forti. Questa è una mostra anche di noi stessi come lettori, cioè dei libri fatti propri nel tempo, delle pagine amate (o anche non) e affini alla sensibilità personale.

Leggere farebbe bene a qualcuno in particolare…. come il capo dello Stato Sergio Mattarella ha detto ricevendo una delegazione dello Strega, guidata da Giovanni Solimine, Presidente della Fondazione Bellonci: “Se mi è consentita una battuta: se alcuni potenti del mondo anziché coltivare improbabili e immaginarie autobiografie, si dedicassero a leggere, probabilmente avremmo tutti un grande beneficio”. I libri strumento di convivenza.

All’anteprima della mostra, Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci, ha “avuto la percezione che una comunità dello Strega esiste e resiste e che sia il vero capitale morale di questo premio”.

(Orgoglioso di essere uno degli Amici della Domenica, il nucleo storico dei giurati)