Foto di Re Carlo III ricavata dal video della Cnn del discorso al Congresso americano con la citazione di Oscar Wilde (nel riquadro)
Foto di Re Carlo III ricavata dal video della Cnn del discorso al Congresso americano con la citazione di Oscar Wilde (nel riquadro)

La sensibilità di Re Carlo III che usa una battuta di Oscar Wilde (non più scandaloso!)

Inserita proprio all’inizio del discorso di alto spessore politico, pronunciato al Congresso americano a Washington, la citazione ha un doppio valore. Ha consentito di parlare con ironia delle divergenze esistenti con la presidenza di Donald Trump. E, dato il rilievo istituzionale dell’intervento, ha rappresentato un omaggio speciale al drammaturgo e poeta: in pratica, un importante contributo al lungo cammino della sua riabilitazione per l’ingiustizia subita con la condanna nel 1895 a due anni di lavori forzati per “grave indecenza”, ovvero omosessualità.

Esprimendo gratitudine per l’accoglienza ricevuta in occasione del 250 anni della Dichiarazione d’Indipendenza americana, Re Carlo ha detto: “E per tutto questo tempo i nostri destini di nazioni sono stati intrecciati. Come disse Oscar Wilde, <Al giorno d’oggi abbiamo davvero tutto in comune con l’America, tranne, ovviamente, la lingua!>” (nella versione originale “We have really everything in common with America nowadays except, of course, language.”)

Come autore del romanzo “Wilde come se”, pubblicato da Sem Feltrinelli, la scelta compiuta martedì 28 aprile 2026 di servirsi delle parole di Oscar Wilde mi sembra un atto di grande sensibilità civile del sovrano del paese che si accanì contro una delle figure straordinarie di tutta la letteratura mondiale. Dalla carcerazione è certamente passato tanto tempo, ma la storia e le sofferenze imposte pesano e turbano ancora.

Per questa citazione conta poi anche la geografia. Oscar arrivò ventisettenne negli Stati Uniti per un anno di conferenze in America e Canada per propagandare l’estetismo, il movimento incarnato da lui. Una tournée che lasciò il segno.