9.15 giovedì 31 “Agorà”: parlo del fisco in banca prezioso per scovare finti poveri evasori

.

0
0
0
s2sdefault

“I cittadini onesti che pagano le tasse e quelli che sognano la riduzione della montagna di evasione fiscale possono essere contenti. I finti poveri e tutti coloro che non versano le tasse dovute possono invece temere di essere scovati”: sono le valutazioni di Roberto Ippolito, autore dei libri “Evasori”, pubblicato da Bompiani, e “Abusivi” edito da Chiarelettere, ospite alle 9.15 di giovedì 31 marzo 2016 di “Agorà”, il programma di Rai3 condotto da Gerardo Greco.
Ippolito dialoga con Greco nell’ultimo giorno a disposizione delle banche, delle Poste e degli altri operatori finanziari per trasmettere all’Agenzia delle entrate le informazioni relative al 2015 sui conti correnti e sulle carte di credito.

Spiega che non c’è alcuna ragione di preoccuparsi per una presunta invadenza del fisco: “L’anagrafe dei rapporti finanziari entra in vigore con il rispetto delle indicazioni date dall’autorità garante della privacy. E comunque non vengono forniti all’Agenzia delle entrate i dati analitici di tutte le operazioni ma quelli complessivi: per i conti correnti gli istituti devono comunicare i saldi di inizio e fine anno, il totale di accrediti e addebiti e la giacenza media”.

Per contrastare l’evasione si tratta di uno strumento “prezioso”, afferma Ippolito: “L’Agenzia delle entrate può tracciare un profilo di rischio se constata un divario significativo tra la situazione in banca di un contribuente e la sua dichiarazione dei redditi. Se il rischio è evidente, con un rigoroso meccanismo di autorizzazione, si possono esaminare anche le singole operazioni”. Tutto bene dunque? “Tutto benissimo se i controlli si effettuano e vengono mirati adeguatamente. Se gli evasori sono dispiaciuti di subirli possono prendere una decisione gradita a tantissimi italiani: pagare le tasse”.


Foto Maurizio Riccardi Agr