“Adesso vieni e parli di Risorgimento anche tu” mi disse Giancarlo De Cataldo

.

0
0
0
s2sdefault

Coinvolgimento improvvisato per il suo giallo storico “Quasi per caso”, pubblicato da Mondadori, nella libreria Nuova Europa I Granai con la partecipazione di Filippo Ceccarelli. Gran pubblico trascinato nella storia, con Mazzini protagonista

Come un’interrogazione a scuola imprevista. Giancarlo De Cataldo soltanto alcuni secondi prima della presentazione del suo giallo storico “Quasi per caso”, pubblicato da Mondadori, approfitta del fatto che nella libreria Nuova Europa I Granai a Roma si trova anche lo scrittore Roberto Ippolito. Che lo sta accompagnando, precedendolo, al tavolo dell’incontro di fronte a un gran pubblico venerdì 10 gennaio 2020. E gli dice: “Adesso vieni e parli di Risorgimento anche tu”.

“Ma io che c’entro?” obietta timidamente Ippolito facendo presente che è già previsto l’intervento di Filippo Ceccarelli, ferratissimo della romanità passata e attuale oltre che della politica. “Dai dai” è la stringata sollecitazione di De Cataldo.

Così Ippolito è il primo a posizionarsi al tavolo. Ancora in piedi e dichiarandosi “abusivo”, è lui a chiamare De Cataldo e Ceccarelli. E li introduce. Comincia un’originale cavalcata nella storia che trascina i presenti: De Cataldo parla di un maggiore innamorato arrivato dal Piemonte per spargere sangue e più ancora di Giuseppe Mazzini che “sta cambiando la storia con il miracolo progressista della Repubblica Romana”.

Le sue caratteristiche strategiche e umane tengono banco. Ippolito chiede a De Cataldo come è stato possibile miscelare immaginazione e realtà, calando in una vicenda di fantasia anche Mazzini di cui lui è un profondo conoscitore e appassionato. De Cataldo svela di aver fatto ricorso soprattutto ai tanti scritti di Mazzini stesso per poi elencare varie fonti.

Ceccarelli descrive non solo i personaggi ma anche i luoghi della capitale teatro del romanzo. Viene tirato in ballo anche Gioacchino Belli e il libraio Valter fa spuntare un’edizione antica di pregio dei suoi sonetti. Da Goffredo Mameli a Ciceruacchio, senza dimenticare il papato, si guarda alla breve leggendaria stagione della Repubblica Romana, con qualche accenno ai misteri della vicenda narrata che tali devono rimanere per i lettori.

Dopo il “forte applauso di ringraziamento per la bellissima presentazione” proposto da una voce del pubblico, Ippolito prende di nuovo la parola: “Ricambio il ringraziamento regalando la lettura dell’ultima pagina del libro”. Naturalmente è solo una battuta: la conclusione del romanzo non viene letta. Il giallo resta un giallo.

Nella foto Giancarlo De Cataldo, Filippo Ceccarelli e Roberto Ippolito, libreria Nuova Europa I Granai Roma 10 gennaio 2020