Roberto Ippolito a “Libri Come' Auditorium Parco della Musica Roma e la copertina del suo libro “Delitto Neruda” (Chiarelettere)

Alle 16.00 nello Stabilimento Tettuccio, perla del liberty, la minuziosa ricostruzione della morte del poeta con la rassegna “Acqua in bocca ma non troppo” diretta da Simona Peselli, conduttrice dell’incontro

 

È il padiglione storicamente destinato alle orchestre chiamate a esibirsi nelle Terme Tettuccio di Montecatini. Ma questa volta il Tempietto della Musica si riempie di poesia: accoglie Pablo Neruda, con l’impatto dei suoi versi e la sua drammatica fine. Alle 16.00 di domenica 20 settembre 2020 Roberto Ippolito racconta il suo libro “Delitto Neruda”, pubblicato da Chiarelettere, frutto di una vasta inchiesta con fonti di tutto il mondo. È ospite della rassegna “Acqua in bocca ma non troppo” diretta da Simona Peselli, conduttrice dell’incontro.

Nello Stabilimento termale, perla del liberty in viale Giuseppe  Verdi 41, Ippolito propone la sua minuziosa ricostruzione in coincidenza con l’anniversario della morte di Neruda, avvenuta il 23 settembre 1973, ugualmente una domenica. I fatti descritti pagina dopo pagina ribaltano completamente la versione ufficiale che attribuisce il decesso a un cancro alla prostata. Ma la cartella clinica è scomparsa, manca l’autopsia, il certificato di morte è sicuramente falso.

La conversazione di Roberto Ippolito con Simona Peselli, in programma a Montecatini sotto la cupola con affreschi di pregio del Tempietto della Musica, consente di mettere a fuoco tutto questo. “Il mondo deve sapere la verità sulla morte di mio zio Pablo”: sono le parole sulla fascetta dette dal nipote Rodolfo Reyes, rappresentante legale dei familiari.

E sulla copertina si legge: “Il poeta premio Nobel ucciso dal golpe di Pinochet”. L’instaurazione in Cile della dittatura militare che depone l’amico Allende è avvenuta appena dodici giorni prima, l’11 settembre 1973. È la fine di un sogno. Le case di Pablo Neruda devastate, i suoi libri incendiati nei falò per le strade. Ovunque terrore e morte. Anche la poesia è considerata sovversiva.

Pablo Neruda, poeta dell’amore e dell’impegno civile, amato nel mondo intero, muore nella Clinica Santa María di Santiago. La stessa in cui, anni dopo, morirà avvelenato anche l’ex presidente Frei Montalva, oppositore del regime. Il decesso di Neruda avviene alla vigilia della sua partenza per il Messico, dove il poeta sarebbe stato una spina nel fianco del regime grazie anche alla sua popolarità senza confini.

Ippolito ha raccolto le prove sostenibili, gli indizi e il movente della fine non naturale, sulla scorta dell’inchiesta giudiziaria volta ad accertare l’ipotesi di omicidio, e per questo contrastata in ogni modo da nostalgici e negazionisti. Per la sua drammatica ricostruzione, l’autore si è avvalso di una vasta documentazione proveniente dalle fonti più disparate: archivi, perizie scientifiche, testimonianze, giornali cartacei e on-line, radio, televisioni, blog, libri, in Cile, Spagna, Brasile, Messico, Perù, Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Italia.

Il libro che viene presentato a “Acqua in bocca ma non troppo” è scritto con il rigore dell’inchiesta e lo stile di un thriller mozzafiato. Protagonista, una figura simbolo della lotta per la libertà, non solo in Cile, vittima al pari di García Lorca, suo grande amico e illustre poeta, ucciso dal regime franchista.

Roberto Ippolito, scrittore e giornalista, conoscitore del mondo letterario, organizza eventi che portano la cultura fra la gente nei luoghi più vari: centri commerciali, mondiali di nuoto, navi, aeroporti, scuole, pullman (per il giro a tappe “conPasolini”), musei, siti Unesco.

Ha curato a lungo l’economia per il quotidiano “La Stampa”, con attenzione ai grandi fatti globali. È stato editor del Festival dell’economia di Trento. Ha dato vita al “Tour del brutto dell’Appia Antica”. È stato direttore della comunicazione di Confindustria e direttore delle relazioni esterne dell’Università Luiss di Roma, dove ha insegnato alla Scuola superiore di giornalismo.

Autore di libri d’inchiesta di successo, ha pubblicato “Evasori” (Bompiani 2008), “Il Bel Paese maltrattato” (Bompiani 2010) e, con Chiarelettere, “Ignoranti” (2013), “Abusivi” (2014) ed “Eurosprechi” (2016).