Dietro “Abusivi” il deserto dei valori, scrive “Il Messaggero.it” presentando la mia videointervista

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Roberto Ippolito Abusivi Chiarelettere su Il Messagero.tv 17 novembre 2014Roberto Ippolito e Carmine Castoro novembre 2014 “Il Messaggero.it” pubblica il 17 novembre 2014 la recensione di Carmine Castoro di “Abusivi” di Roberto Ippolito pubblicato da Chiarelettere. L’articolo, leggibile in basso, accompagna la videointervista a Ippolito realizzata da Castoro per “Il Messaggero TV”, visibile cliccando qui.

 

“Il Messaggero.it”

“Abusivi”, il nuovo libro di Ippolito sulle illegalità Made in Italy

di Carmine Castoro

 

Gente che millanta di avere i titoli e gli strumenti per esercitare una professione; gente che dice di aver completato, con onore e con lode, magari, prestigiosi curricula di studi; gente che esercita un mestiere mettendo a repentaglio la salute e la sicurezza del comune cittadino perché, al massimo, potrebbe fare tutt’altro; gente che occupa spazi, costruisce clientele, si autopromuove, abusa della credulità popolare, o semplicemente inganna le istituzioni preposte senza avere le carte in regola per un determinato preteso “diritto”.
E così facendo si riscuotono pensioni non dovute, si alzano saracinesche senza permessi, si guidano mezzi pubblici rubando il posto a competitor più leali, in taluni casi si “guariscono” anche pazienti senza sapere nemmeno come è fatto un atlante di anatomia o un libro di psicanalisi, si diventa famosi opinionisti ed editorialisti millantando lauree e consulenze negli States essendosi fermati, invece, alla maturità. E c’è anche chi li vota, se creano un partito che dura lo spazio di un mattino…
In una parola, l’Italia è il paese del cartello degli “abusivi”. C’è chi lo è del narcotraffico – e forse da questo punto di vista ci è andata meglio, si potrebbe azzardare con gelido sarcasmo -, ma quando le subculture cominciano a incrociarsi, a sovrapporsi, a impossessarsi come una cancrena del costume di una nazione, di un popolo intero, e svariano dall’oltraggio perseverante contro i simboli dello Stato alla malavita organizzata, dai patti con la Mafia all’”economia domestica creativa” di tanti che, per sbarcare il lunario, o forse solo per avventatezza mista a pigrizia culturale, prendono in giro altra gente più ingenua e si atteggiano pure da furbi, beh, allora, arrivati a questo punto, c’è di che pensare, di che interrogarsi.
C’è materiale sufficiente per augurarsi che il nostro deserto dei valori possa esser fatto rifiorire da qualche civiltà aliena, o da qualche rivoluzione totale, di cui non immaginiamo tempi e modi. Tanto poi – ognuno di noi lo capisce da sé -, in una vitrea società fatta di comunicazione, chiacchiericcio e talk show, tutti dimenticano tutto, e si fingerà scandalo fino al caso del prossimo mago che “cura” i tumori, alla prossima cattedrale di cemento che torreggia in mezzo a prati e acque cristalline, al prossimo indubitabile “personaggio” che ha gabbato tutti con un background scolastico che, a paragone, uno dei nostri nipotini sembra un sapiente dalle conoscenze infinite.

La recensione è seguita dalla scheda del libro

 

L’abusivismo non guarda in faccia a nessuno. Balla e fa ballare tutta Italia. Panettieri abusivi, macelli abusivi, studi medici abusivi, meccanici abusivi, benzinai abusivi, tassisti senza patente abusivi, perfino mafiosi e morti abusivi. Si resta a bocca aperta leggendo l’inchiesta di Roberto Ippolito e la lista infinita di comportamenti illegali e senza scrupoli degli italiani. A Forlì e Cesena, estetisti e parrucchieri irregolari sono uno su tre, a Ivrea i carabinieri accertano che un quarantenne, che opera come fisioterapista, in realtà non è un medico, ma un musicista. A Ravenna un falso psicologo segue una settantina di pazienti e si fa pubblicità su internet, tariffario compreso. Grazie a minori costi, gli abusivi falsano la concorrenza. Prosperano e insieme a loro prosperano il lavoro nero e l’evasione fiscale. Falsi venditori e parcheggiatori sono sempre più al centro di episodi di violenza. A loro guarda la grande criminalità. Nelle costruzioni l’abusivismo è sempre più sfacciato, come dimostrano la deviazione del torrente Modica-Scicli e i mille metri di porto a Ostia rigorosamente illegali. Né l’arte né i santi si salvano: al Circo Massimo a Roma è stata installata una scultura di tre metri per tre, del tutto illegalmente, mentre sulla scogliera di Serapo, la spiaggia di Gaeta, è stata cementata abusivamente una statua della Madonna. Perché l’Italia è una lunga lista di irregolarità fai da te, che fa sorridere ma anche no.

Roberto Ippolito è un giornalista e scrittore. Autore dei bestseller “Evasori” (Bompiani), “Il Belpaese maltrattato” (Bompiani) e “Ignoranti” (Chiarelettere). È direttore di festival letterari a Ragusa, a Cinecittà e al Maxxi a Roma. Dopo aver curato a lungo l’economia per il quotidiano “La Stampa”, è stato direttore della comunicazione della Confindustria, delle relazioni esterne dell’Università Luiss di Roma e docente di Imprese e concorrenza alla Scuola superiore di giornalismo della stessa Luiss.

Roberto Ippolito “Abusivi” (Chiarelettere, pagg. 144, euro 13)


Foto in basso Maurizio Riccardi Agr







Guarda le gallerie fotografiche

  • 2012 12 25 - Roma, Roberto Ippolito 1
  • 2012 01 27 - Roma, Roberto Ippolito 2 (foto Maurizio Riccardi)