Giancarlo Caselli: con regole truccate vincono sempre i soliti. Ah gli abusivi…

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Emilio Casalini Giancarlo Caselli e Roberto Ippolito Monterosso 6 giugno 2015 1.Emilio Casalini Giancarlo Caselli e Roberto Ippolito Monterosso 6 giugno 2015 2.Giancarlo Caselli e Roberto Ippolito Monterosso 6 giugno 2015 Due barche fra le sedie del pubblico. Poi come cornice la spiaggia, il mare delle Cinque Terre e, sullo sfondo, la Torre Aurora. E’ questo il suggestivo scenario nel quale, sabato 6 giugno 2015, si parla di “La Costituzione e la tutela dell’ambiente” al festival “Glocal Ambiente” a Monterosso. La discussione è tutt’altro che teorica. Il magistrato Giancarlo Caselli, sollecitato da Roberto Ippolito, autore di “Abusivi” (Chiarelettere) e “Il Bel Paese maltratto” (Bompiani) nel dialogo con il giornalista di "Report" Emilio Casalini, analizza l’applicazione concreta dei fondamentali precetti costituzionali.
Si rammarica però, all’evento promosso dal Parco delle Cinque Terre con l’Ordine dei giornalisti della Liguria, perché “spesso serve uno scossone per arrivare a una nuova legislazione”: norme necessarie vengono varate solo in seguito a fatti eclatanti. Caselli analizza la legge appena approvata dal Parlamento contro gli ecoreati, sottolineandone l’importanza ma parlando anche di alcune “criticità”. E fa presente che ora la legge deve camminare sulle gambe delle giustizia e quindi del lavoro della magistratura.
Ippolito osserva che “deve camminare anche sulle gambe della gente dal momento che l’illegalità, gli abusi edilizi e più in generale tutti i fenomeni di abusivismo godono di un forte consenso sociale”. Caselli commenta che in questa affermazione “c’è una quantità di vero perfino inquietante” segnalando il pericolo di vedere “l’Italia dei furbi” battere “l’Italia della legalità”.
E’ diffusa la convinzione che “la legalità non paga” e che le regole debbano essere lasciate “ai poveri di spirito”. Ma, dice il magistrato, “senza le regole non c’è partita e con le regole truccate vincono sempre i soliti”. Bisogna togliere il sostegno a chi le viola e comprendere che “più legalità c’è meglio viviamo” e “ogni recupero di legalità è recupero di reddito”.
L’incontro si apre con una voce del mondo della cultura, Valentina Notarberardino, che legge l’articolo 9 della Costituzione: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”.
In prima fila Emanuele Moggia, sindaco di Monterosso, e Patrizio Scarpellini, direttore del Parco delle Cinque Terre. A chiusura del festival cominciato giovedì 4 giugno, Moggia saluta tutti i partecipanti con la soddisfazione di aver ospitato la manifestazione sulla comunicazione ambientale svolta grazie all’iniziativa Expo e Territori della Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Nelle prime due foto da sinistra Emilio Casalini, Giancarlo Caselli e Roberto Ippolito