La Costituzione diventa arte all’Appia Antica. Opera collettiva ideata da me inaugurata sabato 26

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Roberto Ippolito 25 ottobre 2013 Galleria nazionale darte moderna Roma (Comunicato stampa del Parco dell’Appia Antica 18 aprile 2014)

 

La Costituzione diventa arte all’Appia Antica

 

L’opera di gruppo “L’arte per l’Articolo 9” inaugurata sabato 26 aprile alle 12.00 dal presidente della Corte costituzionale Gaetano Silvestri con il commissario Mario Tozzi e l’ideatore e curatore Roberto Ippolito

 

Ventiquattro parole e altrettanti artisti: le parole della Costituzione dedicate al patrimonio culturale e paesaggistico danno vita all’eccezionale opera di gruppo “L’arte per l’Articolo 9” nel Parco Regionale dell’Appia Antica. E’ il presidente della Corte costituzionale, Gaetano Silvestri, a inaugurarla nella sede del Parco Regionale, la ex Cartiera Latina, in via Appia Antica 42 a Roma, alle 12.00 di sabato 26 aprile 2014. Con lui il commissario dell’ente Mario Tozzi, al quale si deve la scelta di accogliere i visitatori con i principi della Costituzione, e lo scrittore e giornalista Roberto Ippolito, ideatore e curatore dell’opera. Intervengono l’Assessore alle Infrastrutture, Politiche abitative e Ambiente, Fabio Refrigeri, e l’Assessore alla Cultura di Roma Capitale, Flavia Barca.

La collocazione all’ingresso della sede del Parco ha un forte intento simbolico per la straordinaria importanza del contenuto dell’articolo 9 della Costituzione: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

"Il Parco dell'Appia Antica è il luogo più adatto a ricordare il momento in cui i Padri costituenti decisero di porre le basi per la salvaguardia non solo del patrimonio culturale, ma anche del paesaggio del nostro paese. A 25 anni dalla istituzione del Parco, abbiamo mobilitato grandi artisti italiani contemporanei per "interpretare" le parole dell'articolo 9 della Costituzione allo scopo di rilanciare l'impegno civile per la tutela dell'ambiente", commenta Mario Tozzi, Commissario del Parco Regionale dell'Appia Antica.

Osserva Roberto Ippolito: “La Costituzione ci dice che c’è tanta bellezza da esaltare, tanta bellezza possibile. Condividendo il progetto per l’Appia Antica, gli artisti fanno risaltare quanta creatività può sprigionarsi”.

Ognuna delle 24 parole che compongono l’articolo 9 è scritta su una tessera di legno di tre formati diversi da altrettanti artisti selezionati fra i più quotati: Andrea Aquilanti, Giovanni Albanese, Teresa Bianchi, Chiara Casco, Francesco Cervelli, Carl D’Alvia, Alberto Di Fabio, Pablo Echaurren, Lucrezia Cembran Gaetani, Giuseppe Gallo, Alessandro Giannì, Sylvio Giardina, Gianfranco Grosso, Francesco Impellizzeri, Francesco Irnem, Fabio Lattanzi Antinori, Valentina Nascimben, Barbara Nati, Lara Pacilio, Epvs, Luca Padroni, Francesco Patriarca, Gregorio Samsa, Matteo Sanna.

In realtà parlare di scrittura è molto limitativo visto che ogni artista ha interpretato le parole alla luce del proprio percorso di ricerca, stilistico e concettuale.

Uno dei principi fondamentali della Costituzione è dunque proposto come opera d’arte permanente legando le preziose testimonianze del passato dell’area dell’Appia Antica non solo all’attualità della cultura, ma anche al suo futuro arricchendo il patrimonio del Parco.

I 24 lavori sono stati realizzati da artisti rappresentativi al massimo livello del fermento del panorama contemporaneo, fra i quali anche alcuni esponenti della nuova generazione, con la totale libertà di espressione, in piena autonomia uno dall’altro. Danno vita all’opera collettiva “L’arte per l’Articolo 9” che esalta il pluralismo alla base della Costituzione. Rileva ancora Ippolito: “Con la convergenza di tante individualità in un progetto collettivo gli artisti hanno dato un segnale di grande significato. La cultura e il paesaggio hanno bisogno oggi di tanti sforzi personali ma anche della spinta solidale alla base dell’articolo 9 e di tutta la Costituzione”.

Il Parco dell‘Appia Antica è un’area protetta ed è stato istituito nel 1988. Le sue finalità sono la conservazione e la valorizzazione del territorio, per permettere ai cittadini il godimento di straordinarie bellezze paesaggistiche e la conoscenza e lo studio di importantissimi valori storici, artistici e naturalistici. Il Parco comprende monumenti che raccontano la storia di Roma come la Porta San Sebastiano, il mausoleo di Cecilia Metella o la Villa dei Quintili. Ai primi secoli del Cristianesimo risalgono le catacombe di S. Callisto, di Domitilla (ai margini del perimetro) e di S. Sebastiano. A testimoniare la grandezza dell’Impero e più tardi della presenza dello Stato Pontificio i 7 Acquedotti e la Torre del Fiscale. Le tenute agricole e gli spicchi di Campagna Romana salvati dall’urbanizzazione della Valle della Caffarella, di Tormarancia e della Farnesiana, esaltano il valore del paesaggio.

Roberto Ippolito è autore di successi come “Ignoranti”, pubblicato da Chiarelettere, e “Il Bel Paese maltrattato” (Bompiani) che denunciano la grave situazione della cultura e del patrimonio. In precedenza ha pubblicato "Evasori" (Bompiani). Dal 2010 dirige il festival di Ragusa “A tutto volume” e ha creato “Libri al centro”, prima rassegna letteraria mai realizzata in un centro commerciale, Cinecittàdue. Come giornalista, ha curato l'economia per "La Stampa". E' stato direttore della comunicazione Confindustria e delle relazioni esterne Luiss, dove ha insegnato alla Scuola superiore di giornalismo.

 

 




 


 

Guarda le gallerie fotografiche

 

  • 2009 08 22 - Capalbio, Roberto Ippolito
  • 2009 07 13 - Roma, Roberto Ippolito e a destra Umberto Croppi