Roberto Ippolito autore di “Delitto Neruda” (Chiarelettere) sul lago di Como ramo di Lecco 10 maggio 2022
Roberto Ippolito autore di “Delitto Neruda” (Chiarelettere) sul lago di Como

Venerdì 9 settembre 2022 alle 21.00 a Varenna la presentazione del libro pubblicato da Chiarelettere che smonta la versione ufficiale della morte del poeta attribuita a un tumore in Cile. L’incontro si svolge nella quattrocentesca Sala del caminetto con gli stemmi gentilizi medievali, nel suggestivo complesso architettonico (ingresso libero, Via 4 Novembre 22) ed è condotto da Giulia Bario con le letture di Doriana Pachera. È organizzato dall’associazione LetteLariaMente presieduta da Emilia Lamperti con il comune di Varenna nell’ambito della rassegna “Discorsi sotto i cipressi”, con la collaborazione della libreria Aquilario di Manuela Alippi.

Dal certificato di morte falso alla partenza per il Messico non avvenuta per l’improvvisa fine, con documenti, testimonianze e fatti, frutto di un’ampia inchiesta internazionale, “Delitto Neruda” ricostruisce dettagliatamente la sorte del “poeta premio Nobel ucciso dal golpe di Pinochet”, come si legge sulla copertina. Sulla fascetta le parole di Rodolfo Reyes, nipote di Pablo Neruda: “Il mondo deve sapere la verità sulla morte di mio zio Pablo”. E quindi sulla gravissima violazione dei diritti umani.

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La scheda del libro di Roberto Ippolito “Delitto Neruda” (Chiarelettere), sottotitolo “Il poeta Premio Nobel ucciso dal golpe di Pinochet”

Cile, 11 settembre 1973, l’instaurazione della dittatura militare di Pinochet, la fine di un sogno. Le case di Pablo Neruda devastate, i suoi libri incendiati nei falò per le strade. Ovunque terrore e morte. Anche la poesia è considerata sovversiva. A dodici giorni dal golpe che depone l’amico Allende, il premio Nobel per la letteratura 1971, il poeta dell’amore e dell’impegno civile, amato nel mondo intero, muore nella Clinica Santa María di Santiago. La stessa in cui, anni dopo, morirà avvelenato anche l’ex presidente Frei Montalva, oppositore del regime. Il decesso di Neruda avviene alla vigilia della sua partenza per il Messico, ufficialmente per un cancro alla prostata. Ma la cartella clinica è scomparsa, manca l’autopsia, il certificato di morte è sicuramente falso.

Ippolito ha raccolto le prove sostenibili, gli indizi e il movente della fine non naturale di Neruda, sulla scorta dell’inchiesta giudiziaria volta ad accertare l’ipotesi di omicidio, e per questo contrastata in ogni modo da nostalgici e negazionisti. Per la sua drammatica ricostruzione, l’autore si è avvalso di una vasta documentazione proveniente dalle fonti più disparate: archivi, perizie scientifiche, testimonianze, giornali cartacei e on-line, radio, televisioni, blog, libri, in Cile, Spagna, Brasile, Messico, Perù, Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Italia.

Il libro è scritto con il rigore dell’inchiesta e lo stile di un thriller mozzafiato. Protagonista, una figura simbolo della lotta per la libertà, non solo in Cile, vittima al pari di García Lorca, suo grande amico e illustre poeta, ucciso dal regime franchista.

La fascetta

“Il mondo deve sapere la verità sulla morte di mio zio Pablo”

Rodolfo Reyes, nipote di Pablo Neruda

Dalla copertina

“Chi uccide un poeta uccide la libertà. Roberto Ippolito firma un’inchiesta stringente e appassionante sulla misteriosa morte di Pablo Neruda”

Giancarlo De Cataldo

“Ippolito raccoglie i fatti e li processa, li ricompone, li inchioda. Sembra di essere davanti a una fedele applicazione del principio pasoliniano del sapere fondato sulla ricerca intellettuale. Solo che qui ci sono anche le prove”.

Diego De Silva

Dall’ultima di copertina

– Cerchi pure, capitano! Qui c’è una sola cosa pericolosa per voi.

– Cosa?

– La poesia!

Pablo Neruda a un ufficiale durante la perquisizione a Isla Negra, tre giorni dopo il colpo di stato del 1973

 

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