L’apprezzamento di Imposimato per “Abusivi”: il libro rivela la “illegalità diffusa come epidemia”

.

0
0
0
s2sdefault

Roberto Ippolito e Ferdinando Imposimato Ragusa 16 giugno 2013 È il libro che lo ha impressionato. Ferdinando Imposimato è rimasto colpito dalla lettura di “Abusivi” di Roberto Ippolito, pubblicato da Chiarelettere. “Ippolito rivela una quantità eccezionale di attività svolte al di fuori delle regole” commenta Imposimato, che è presidente onorario aggiunto della Cassazione ed è stato giudice istruttore del sequestro di Aldo Moro e dell’attentato a Giovanni Paolo II. “Con 'Abusivi' viene documentato un sistema che si è creato, una vera e propria epidemia” aggiunge. Ed è quest’ultima parola che il magistrato, che riscuote larghe preferenze popolari per la successione di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica, considera la chiave del volume teso a ricostruire la capillarità delle violazioni. Imposimato ha voluto esprimere il suo apprezzamento con un messaggio pubblicato di getto su Twitter: “libro pieno notizie incredibili di Chiarelettere "Abusivi" di R Ippolito; operano in ogni professione, illegalità diffusa come epidemia”.

 

IL LIBRO
Roberto Ippolito “Abusivi. La realtà che non vediamo. Genio e sregolatezza degli italiani”, Chiarelettere

 

Dall’ultima di copertina

“Ma poi c’è un’altra cosa che fuori non la sa nessuno... a te ti abbiamo fatto noi altri, ma “a lui” chi l’ha fatto? ... e chi l’ha autorizzato? Questi tutti abusivi sono!”

Giovanni Di Giacomo, boss ergastolano, irritato per la presenza di mafiosi privi di investitura

 

Dal risvolto di copertina

L’abusivismo non guarda in faccia a nessuno. Balla e fa ballare tutta Italia. Panettieri abusivi, macelli abusivi, studi medici abusivi, meccanici abusivi, benzinai abusivi, tassisti senza patente abusivi, perfino mafiosi e morti abusivi. Si resta a bocca aperta leggendo l’inchiesta di Roberto Ippolito e la lista infinita di comportamenti illegali e senza scrupoli degli italiani.

A Forlì e Cesena, estetisti e parrucchieri irregolari sono uno su tre, a Ivrea i carabinieri accertano che un quarantenne, che opera come fisioterapista, in realtà non è un medico, ma un musicista. A Ravenna un falso psicologo segue una settantina di pazienti e si fa pubblicità su internet, tariffario compreso. Grazie a minori costi, gli abusivi falsano la concorrenza. Prosperano e insieme a loro prosperano il lavoro nero e l’evasione fiscale.

Falsi venditori e parcheggiatori sono sempre più al centro di episodi di violenza. A loro guarda la grande criminalità. Nelle costruzioni l’abusivismo è sempre più sfacciato, come dimostrano la deviazione del torrente Modica-Scicli e i mille metri di porto a Ostia rigorosamente illegali. Né l’arte né i santi si salvano: al Circo Massimo è stata installata una scultura di tre metri per tre, del tutto illegalmente, mentre sulla scogliera di Serapo, la spiaggia di Gaeta, è stata cementata abusivamente una statua della Madonna.

Perché l’Italia è una lunga lista di irregolarità fai da te, che fa sorridere ma anche no.

 

Roberto Ippolito è un giornalista e scrittore. Autore dei bestseller “Evasori” (Bompiani), “Il Bel Paese maltrattato” (Bompiani) e “Ignoranti” (Chiarelettere). È direttore di festival letterari a Ragusa, a Cinecittà e al Maxxi a Roma. Dopo aver curato a lungo l’economia per il quotidiano “La Stampa”, è stato direttore della comunicazione della Confindustria, delle relazioni esterne dell’Università Luiss di Roma e docente di Imprese e concorrenza alla Scuola superiore di giornalismo della stessa Luiss.





 


 

Guarda le gallerie fotografiche

 

  • 2008 11 20 - Roma, Roberto Ippolito
  • 2008 12 10 - Valdagno, Roberto Ippolito