Le cose pacchiane prese “Nel baule” da Dacia Maraini con me al Maxxi: “Dobbiamo educarci al bello”

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Maxxi Nel baule 17 luglio 2014 1 Olga Pultrone Dacia Maraini e Roberto IppolitoMaxxi Nel baule 17 luglio 2014 2 Dacia Maraini e Roberto IppolitoMaxxi Nel baule 17 luglio 2014 3 Dacia Maraini e Roberto IppolitoMaxxi Nel baule 17 luglio 2014 4 Roberto Ippolito Giovanna Melandri e Dacia Maraini C’è veramente di tutto “Nel baule” in cui si sta guardando: “i porcellini di ceramica stile Walt Disney che a me piacevano tanto e che mia madre trovava ‘decisamente brutti e di cattivo gusto’”. Poi saltano fuori “portalampade in forma di Veneri lascive, portacenere che imitavano una manina a conca, piccoli arazzi dai motivi pastorali”. E ancora: “vistosi bracciali d’oro in forma di serpente” e un “piattino con su scritto ‘dopo tre giorni l’ospite puzza’”.

Sono oggetti pacchiani di un tempo lontano, gli ultimi anni quaranta, quando la scrittrice Dacia Maraini era una bambina e per un periodo visse con la famiglia a Bagheria. Riaffiorano giovedì 17 luglio 2014 nella conversazione con Roberto Ippolito, ideatore e conduttore di “Nel baule”, la rassegna che al Maxxi, il museo nazionale delle arti del XXI secolo in via Reni 4a a Roma, propone i ricordi dei protagonisti della cultura (dal 10 luglio al 9 ottobre a ingresso libero, sempre alle 19.00; prossimo appuntamento giovedì 24 con Lina Wertmuller).

Sulla base dei loro libri con la ricostruzione di vicende professionali e personali, si svelano sensazioni, sentimenti, idee. È l’attrice Olga Pultrone a prendere da una vecchia cassa da viaggi alcune pagine di “Bagheria”, di Dacia Maraini, pubblicato da Rizzoli, nel 1993 e che rappresenta una tappa letteraria importante. Le sue letture ricreano l’atmosfera vissuta. I ricordi spingono a osservare i comportamenti di oggi. “Ti interrogavi sul gusto della gente comune e sulla bellezza riconosciuta da pochi, ponendo il tema molto attuale di una cultura non elitaria” osserva Ippolito.

“Continuo a interrogarmi ancora su questo punto” commenta Dacia Maraini che pensa al cammino possibile: “Dobbiamo educarci al bello. È un lavoro che dobbiamo fare cominciando dalle scuole. Può essere importante indurre il confronto fra le cose che vediamo. Ci si può abituare al bello. Sì, possiamo abituarci”.

Giovanna Melandri, presidente del Maxxi, seduta fra il folto pubblico, sorride. In questo luogo unico per le avanguardie artistiche si discute, si parla. Complice l’alternarsi fra pioggia e sole, il baule questa volta è collocato nella biblioteca, fra gli scaffali, i carrelli per spostare i volumi, i tavoli con i computer. Si sta insieme.

Si parla di quanto si lavora ed è necessario lavorare per affermare il bello. Ma, è inevitabile, i ricordi vanno anche alle ville settecentesche di Bagheria schiacciate “dalla furia devastatrice” del cemento, descritta in un brano che Olga Pultrone legge suscitando una forte emozione. Dice la Maraini: “La speculazione ha prodotto dei danni terribili”. Il discorso tocca anche le conseguenze di quello che ha fatto la mafia.

A Bagheria, lei si innamorò del mare che “era distante alcuni chilometri dal centro”. Però le costruzioni sono avanzate in modo terribile a Bagheria, soprattutto negli anni cinquanta sessanta, ma non solo lì e non solo allora: “C’è una legge che giustamente impone una distanza minima dal mare per costruire, ma le case riescono a nasconderlo. Il mare non si vede più. Sono appena stata a Ostia e non l’ho proprio visto”. Ippolito accenna alla Calabria, con un abuso edilizio certificato ogni 134 metri lungo la costa, ma anche alla diffusa voglia di reagire. “C’è tanta gente che si impegna” afferma Dacia Maraini.

Prima di lei, è stato Gianni Berengo Gardin (grazie a “Il libro dei libri” pubblicato da Contrasto) a recuperare “Nel baule” momenti significativi alle spalle. Giovedì 24 luglio Lina Wertmuller ripercorre suoi episodi salienti con “Tutto a posto e niente in ordine”, edito da Mondadori. Il 31 luglio Chiara Valerio si racconta con “Spiaggia libera tutti”, Laterza. Dopo la pausa delle vacanze, si riprende giovedì 18 settembre con Ferdinando Scianna (”Visti & scritti”, Contrasto). Poi il 25 Pupi Avati (“La grande invenzione. Un’autobiografia”, Rizzoli), l’8 ottobre Filippo La Porta (“Roma è una bugia”, Laterza) e il 9 Gianrico e Francesco Carofiglio (“La casa nel bosco”, Rizzoli).

“Nel baule” fa parte degli eventi estivi Yap Maxxi, un programma di approfondimento e svago. Normalmente si svolge nella piazza interna del museo dove si trova l’installazione “Otto e mezzo” utilizzata come palcoscenico: una grande parete in legno con sfere di plastica riciclata, realizzata dallo studio Orizzontale e vincitrice della gara internazionale Yap per architetti under 35.

 

Roberto Ippolito, scrittore e giornalista, ha conosciuto un nuovo successo con “Ignoranti”, pubblicato da Chiarelettere, dopo i bestseller "Evasori" e “Il Bel Paese maltrattato”, entrambi editi da Bompiani. Organizzatore di eventi culturali, è il direttore editoriale del festival letterario di Ragusa “A tutto volume” e di “Libri al centro”, il primo evento di una settimana mai realizzato in un centro commerciale, Cinecittàdue a Roma. Ha curato a lungo l'economia per il quotidiano "La Stampa". E' stato direttore della comunicazione della Confindustria e delle relazioni esterne della Luiss, dove ha insegnato alla Scuola superiore di giornalismo.

 

Foto di Flaminia Nobili (nella prima da sinistra Olga Pultrone e Dacia Maraini, nella quarta Giovanna Melandri)





 

Guarda le gallerie fotografiche

 

  • 2014 09 14 19. Conversano, Enzo Verrengia Roberto Ippolito foto Olga Bellomo
  • 2014 09 13 02. Conversano, Roberto Ippolito