Le mie spiate “In pentola”: Marone forestiero, Covacich romano

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La rubrica di anticipazioni su “Leggere:tutti”. Il primo si allontanerà “un po’ da Napoli” a giugno. Il secondo perlustra la città dove vive. Andrea Vitali non andrà più in là di una frazione. Sintomi morbosi per Donald Sassoon. Sergio Leone visto da Italo Moscati (Libri Feltrinelli, La Nave di Teseo, Garzanti e Castelvecchi)

Qui sotto il testo della rubrica di Roberto Ippolito “In pentola” su “Leggere:tutti” in edicola a febbraio 2019

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IN PENTOLA

Marone forestiero

Covacich romano

Il primo si allontanerà “un po’ da Napoli” a giugno con il prossimo romanzo. Il secondo invece perlustra instancabile la città dove vive. E Andrea Vitali non andrà più in là di una frazione della sua Bellano (complice un toro)

SINTOMI MORBOSI PER DONALD SASSOON

SERGIO LEONE VISTO DA ITALO MOSCATI

ROBERTO IPPOLITO

Niente paura. Anche se la notizia che Lorenzo Marone si fa scappare in privato non può che colpire: “Questa volta mi allontano un po’ da Napoli”. Solo un po’: “Rimango comunque nella mia terra”. Marone diventa forestiero, lasciando la sua amata città, con il romanzo che sta scrivendo e che vedrà la luce a giugno con Feltrinelli. Ma torna a vicende di fantasia centrate sui suoi “temi fondamentali, i rapporti familiari e umani e i legami fra genitori e figli”, dopo “Un ragazzo normale” con al centro Giancarlo Siani, il giovane giornalista assassinato dalla camorra nel 1985.

Non si stacca invece da Roma, dove vive e che “perlustra instancabilmente” Mauro Covacich. Del resto, per lui finalista del Premio Campiello nel 2017 con “La città interiore”, il teatro delle storie raccontate ha indiscutibilmente il ruolo da protagonista. La Roma che proporrà con il suo nuovo libro “Di chi è questo cuore”, pubblicato dalla Nave di Teseo come il precedente, sarà una Roma “straniante e multietnica”, insolita perché al di là delle “mete obbligate”. Ma anche percorsa negli angoli quotidiani o più sorprendenti e ben conosciuta: “Qui ci sono io” avvisa Covacich nella doppia situazione di narratore e protagonista.

Riuscire a tirar fuori Andrea Vitali dalla sua Bellano sul lago di Como appare un’ipotesi destinata al fatale fallimento. Al massimo può succedere di trovarlo in una frazione di Bellano. Per l’esattezza Andrea Vitali è a Ombriaco dove lui ha ambientato fatti singolari che sarà possibile leggere con il prossimo romanzo, “Certe fortune” edito da Garzanti: un sensale di bestiame porta a Ombriaco un toro atteso ma anche due maiali non attesi. Il toro, impressionante con i suoi 1.200 chili, sarà proposto proprio come un toro: ovvero con una potenza così straordinaria da poter ingravidare anche i muri della stalla.

Nella saggistica Garzanti offrirà uno sguardo sull’intero continente. È quello di Donald Sassoon, professore emerito di storia europea comparata all’University of London, egiziano di nascita ed eccellente conoscitore dell’Italia. Nelle pagine di “Sintomi morbosi” di prossimo arrivo sugli scaffali, Sassoon metterà a fuoco “i segnali della crisi di oggi” individuabili “nella storia d’Europa di ieri”. Ed ecco i movimenti nazionalisti e sovranisti, i rischi di regressione e… tuttavia anche la speranza “nel nostro futuro”.

Al magnifico spettacolo del passato continua a dedicarsi, infaticabile, lo scrittore-regista Italo Moscati. Dopo Vittorio De Sica, la sua carrellata di biografie sotto le insegne di Castelvecchi proseguirà in primavera con Sergio Leone. Grazie alla conoscenza personale, Moscati farà scoprire molte cose dell’inventore del filone di film spaghetti western, a cominciare dall’ispirazione venuta incredibilmente osservando uno sceneggiatore tedesco residente sulle Alpi. E per quanto riguarda il mulo cavalcato da Clint Eastwood, si potrà apprendere che originariamente Sergio Leone pensava a un asino.