Lecce scossa da “Abusivi”. Libro presentato domenica 25, il sindaco accusa il prefetto: non fa nulla

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Roberto Ippolito Abusivi Chiarelettere Lecce 25 gennaio 2015


È il tormento di Lecce: “Abusivi”. È il titolo del libro di Roberto Ippolito, pubblicato da Chiarelettere. Ma anche la questione che infiamma le istituzioni e fa arrabbiare i cittadini. Ippolito presenta il suo lavoro, contenente una valanga di episodi locali e di tutta Italia, alle 19.00 di domenica 25 gennaio 2015 a Lecce al Fondo Verri Presidio del libro, in via Santa Maria del Paradiso 8, con l'organizzazione di (Ri)Generazione Politica in collaborazione con "Xoff. Conversazioni sul futuro" e Libreria Idrusa e con la partecipazione di Pierpaolo Lala.

Proprio mentre l’appuntamento si avvicina, il sindaco Paolo Perrone attacca duramente il prefetto Giuliana Perrotta. L’accusa è pesante: non si fa nulla per contrastare l’abusivismo commerciale. Contemporaneamente il “Nuovo Quotidiano di Puglia” racconta le “segnalazioni alla municipale” contro i parcheggiatori abusivi da parte di “qualche cittadino più zelante” rimasto inascoltato. Il quotidiano dedica una pagina, con articoli di Paola Ancora e Serena Costa, all’offensiva del primo cittadino e ai parcheggiatori in attività perfino con una “pettorina arancione”.

Lecce è una delle tappe di “Abusivi” Tour 2015, in una settimana dedicata alla Puglia e in particolare alla provincia. Il libro inchiesta di Ippolito viene proposto a Barletta venerdì 23 gennaio alle 19.00 nella libreria La Penna Blu, Corso Vittorio Emanuele 49; modera l’incontro Rita Lamonaca di “Barletta News”. E alle 18.30 di sabato 24 è la volta di Alessano, in provincia di Lecce, alla libreria Idrusa, via Carlo Sangiovanni 20, con l'intervento di Antonio Coppola, sindaco di Tricase

Lecce e la provincia figurano nelle pagine di “Abusivi” per l’alto numero di discoteche fuori dalle regole denunciate, per le sagre selvagge, per una rimessa per le barche illegale, per una discarica abusiva con amianto.

Così, a pochi giorni dalla presentazione del libro al Fondo Verri, il sindaco Perrone scrive  al prefetto chiedendo la convocazione del Comitato di Ordine e Sicurezza Pubblica al fine di adottare nuove misure per la prevenzione e il contrasto all’abusivismo commerciale e alla contraffazione, lamentando che la collaborazione auspicata non ha sortito alcun effetto pratico e non si è poi concretamente realizzata”.

Un comunicato del comune ricorda che il sindaco “era già intervenuto sull’argomento chiedendo e ottenendo una riunione dello stesso Comitato al quale espresse le preoccupazioni per le dimensioni che il fenomeno dell'abusivismo commerciale andava assumendo”.

Nella riunione, che si svolse l’11 dicembre, “ai presenti fu chiesto, tra l’altro, di valutare la bozza di un Protocollo d'intesa, predisposto dagli uffici prefettizi, in cui si prevedevano specifiche misure volte ad ottimizzare l'azione delle forze di polizia e la promozione di campagne di sensibilizzazione per i consumatori”. E “i rappresentanti delle Forze di Polizia Statali garantirono la massima collaborazione e la pianificazione di mirate attività di controllo, da predisporre in appositi incontri tecnici”.

Adesso nella lettera al Prefetto, il sindaco di Lecce afferma che “l’Amministrazione Comunale non ha gli strumenti necessari per effettuare una efficace ed adeguata azione di contrasto e repressione dell'abusivismo commerciale. Perrone sollecita che, in attesa della firma della sottoscrizione del protocollo d’intesa, il Comitato di Ordine e Sicurezza Pubblica definisca “gli specifici compiti della Polizia Locale e della Polizia Statale, ferma restando la massima collaborazione tra i due Corpi.

La cronaca si lega dunque alle ricostruzioni, attualissime, del libro inchiesta di Roberto Ippolito, “Abusivi”, che è al centro dell’attenzione per la quantità di vicende con le quali viene descritto in modo circostanziato un fenomeno finora non indagato nelle sue caratteristiche e nella sua effettiva dimensione.

L’abusivismo non guarda in faccia a nessuno. Balla e fa ballare tutta Italia. Panettieri abusivi, macelli abusivi, studi medici abusivi, meccanici abusivi, benzinai abusivi, tassisti senza patente abusivi, perfino mafiosi e morti abusivi. Si resta a bocca aperta leggendo le pagine di Ippolito e la lista infinita di comportamenti illegali e senza scrupoli degli italiani, passati in rassegna e analizzati nella conversazione con Pierpaolo Lala in programma a Lecce domenica 25.

A Forlì e Cesena, estetisti e parrucchieri irregolari sono uno su tre, a Ivrea i carabinieri accertano che un quarantenne, che opera come fisioterapista, in realtà non è un medico, ma un musicista. A Ravenna un falso psicologo segue una settantina di pazienti e si fa pubblicità su internet, tariffario compreso. Grazie a minori costi, gli abusivi falsano la concorrenza. Prosperano e insieme a loro prosperano il lavoro nero e l’evasione fiscale.

Falsi venditori e parcheggiatori sono sempre più al centro di episodi di violenza. A loro guarda la grande criminalità. Nelle costruzioni l’abusivismo è sempre più sfacciato, come dimostrano la deviazione del torrente Modica-Scicli e i mille metri di porto a Ostia rigorosamente illegali.

Né l’arte né i santi si salvano nel libro: al Circo Massimo è stata installata una scultura di tre metri per tre, del tutto illegalmente, mentre sulla scogliera di Serapo, la spiaggia di Gaeta, è stata cementata abusivamente una statua della Madonna. Perché l’Italia è una lunga lista di irregolarità fai da te, che fa sorridere ma anche no.

Roberto Ippolito è scrittore e giornalista. Autore dei bestseller “Evasori” (Bompiani), “Il Bel Paese maltrattato” (Bompiani) e “Ignoranti” (Chiarelettere). Organizzatore di eventi culturali, lega il suo nome alla direzione di festival letterari a Cinecittà, al Maxxi a Roma e a Ragusa. Dopo aver curato a lungo l’economia per il quotidiano “La Stampa”, è stato direttore della comunicazione della Confindustria, delle relazioni esterne dell’Università Luiss di Roma e docente di Imprese e concorrenza alla Scuola superiore di giornalismo della stessa Luiss.








Guarda le gallerie fotografiche

  • 2011 11 10 - Roma, Roberto Ippolito e da sinistra Giancarlo De Cataldo e Paolo Ruffini
  • 2011 04 30 - Ragusa, Roberto Ippolito e a destra Achille Bonito Oliva