Ora il Maxxi è letteratura dopo le pagine prese “Nel baule” da Chiara Valerio insieme a me

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Maxxi 31 luglio 2014 1. Chiara Valerio e Roberto Ippolito curatore Nel bauleMaxxi 31 luglio 2014 2. Chiara Valerio e Roberto Ippolito curatore Nel bauleMaxxi 31 luglio 2014 3. Chiara Valerio  Nel bauleMaxxi 31 luglio 2014 4. Chiara Valerio e Roberto Ippolito curatore Nel bauleMaxxi 31 luglio 2014 5. Chiara Valerio e Roberto Ippolito curatore Nel baule Le ginocchia a terra. La testa e le mani ficcate “Nel baule”. La scrittrice Chiara Valerio rovista, cerca pezzi della sua memoria, tira fuori un foglio dalla vecchia cassa da viaggio. Va al leggio e, con la sua voce che sembra dare la carica anche a se stessa e che seduce il pubblico, svela momenti della sua vita descritti nella pagina recuperata. Poi si mette a sedere sulla poltrona e conversa con Roberto Ippolito, ideatore e curatore della rassegna “Nel baule” che attraversa l’estate 2014 al Maxxi, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo a Roma, con i protagonisti della cultura alle prese con i propri ricordi. La scena si ripete più volte.

È giovedì 31 luglio 2014. Si chiude la prima parte della rassegna. In questo originale salotto, dove accanto alle poltrone e al tavolino con i fiori è collocato un vecchio baule comprato a un mercatino, si sono già accomodati Gianni Berengo Gardin, Dacia Maraini e Lina Wertmuller. Dopo una pausa, il 18 settembre si riprende con Ferdinando Scianna, seguito da Pupi Avati (il 25), Filippo La Porta (l’8 ottobre) e Gianrico e Francesco Carofiglio (il 9). Nei primi tre casi i testi sono stati letti da attrici: Silvia Siravo, Olga Pultrone e Nicoletta Della Corte.

Osserva Ippolito: “Ora il Maxxi è letteratura. E non solo perché i partecipanti all’evento ripercorrono le proprie vicende, professionali e private, sulla base di un libro scritto da loro stessi, ma perché la letteratura accompagna, esalta, spiega il cammino di ogni partecipante”. Del resto “il Maxxi “è una piattaforma aperta a tutti i linguaggi della contemporaneità”, come ha detto il presidente Giovanna Melandri, presentando Play with Yap”, il programma estivo di approfondimenti e svaghi nella piazza dell’area del museo. “Nel baule” si svolge all’interno della grande parete in legno con sfere di plastica riciclata realizzata dal collettivo Orizzontale vincitore della gara internazionale Yap per architetti under 35.

Il libro di riferimento di Chiara Valerio, che ha 36 anni e vive a Roma, è “Spiaggia libera tutti”, pubblicato da Laterza e dedicato alla sua Scauri. Tra una battuta ascoltata tempo fa da nonna Tina e le situazioni trascorse con le sorelle Valeria e Giulia, quasi senza accorgersene si compie un particolare percorso letterario. Tra i compagni di strada di cui Ippolito fa parlare c’è Marguerite Yourcenar. Chiara Valerio quattordicenne ne fu folgorata tanto da scrivere una lettera che la madre, irritandola, finse di inviare: la Yourcenar era morta quattro anni prima.

Ci sono dunque anche “le fandonie dei genitori” su cui discutere, ma “ho imparato che gli scrittori vivono con quello che hanno scritto”. È quello che succede con Fabrizia Ramondino, incontrata da adolescente solo una volta a scuola e due volte casualmente, ma letta avidamente: Chiara Valerio va sulla spiaggia di Sant’Agostino a Gaeta quando apprende la sua morte in acqua per un malore. Piange la perdita di una persona cara. Commentando la valutazione di Fabrizia Ramondino della stupidità come il male peggiore dell’umanità, osserva: “Il dolore si può sopportare, la stupidità no”. Non può mancare Gabriel Garcia Marquez inventore della mitica Macondo, accostata in modo inverosimile alla sua Scauri: “Ma noi abbiamo il mare anche se non lo sappiamo poiché non ce ne rendiamo conto”.

Poi c’è molto da dire su Virginia Woolf, visto che è “sempre colpa sua quando mi si radica un pregiudizio negli occhi” e “non c’è niente da fare”. Letto avidamente da bambina, il suo “Al faro” resta un riferimento imprescindibile. Quel faro è lì nella testa, tra fantasie e agganci a fatti concreti, “sintesi di tutti gli orgogli e solitudini e isolamenti forzosi e piccolezza dell’uomo col naso all’universo”. Ippolito le fa notare: “Nonostante gli ostacoli che possono impedirlo, come il tempo incerto, tu al faro vuoi comunque andare, esprimendo la tua determinazione”. “Sì: al faro bisogna andare, per scoprire, per sapere” nota Chiara Valerio.

Ma non c’è solo il passato: con Nottetempo, la casa editrice di Ginevra Bompiani di cui è editor, sta per pubblicare delle opere di Virginia Woolf tradotte da lei e che le sono costate tre settimane di clausura proprio a Scauri, dove ha concretizzato “l’ultima delle mie ossessioni”, non solo letterarie: “Mi sono nutrita ventuno giorni a semi di girasole”.

Figlia del segretario di sezione del Pci, a otto anni vide in sequenza alcuni film di Pier Paolo Pasolini alternati ad alcuni di Walt Disney: “Questo mi ha insegnato che non c’è cultura di serie A e di serie B”. Legata alla scrittura (l’ultimo romanzo è “Almanacco del giorno prima”, Einaudi), ha però svolto anche un dottorato in matematica, materia che l’appassiona: “La matematica è oggettiva, mi fa percepire le persone indipendentemente da me. Se invece una signora mi riferisce un episodio accaduto a lei, io poi lo racconto come fosse successo a me”.

Adesso il salotto del Maxxi aspetta il ritorno a settembre del pubblico che l’ha seguito con tanto interesse. Il libro di Ferdinando Scianna al centro dell’incontro di giovedì 18 è “Visti & scritti”, appena uscito con Contrasto. Quello di Pupi Avati è “La grande invenzione. Un’autobiografia”, Rizzoli. I ricordi di Filippo La Porta sono contenuti in “Roma è una bugia”, Laterza. Gianrico e Francesco Carofiglio chiudono con “La casa nel bosco”, Rizzoli.

Roberto Ippolito, scrittore e giornalista, ha conosciuto un nuovo successo con “Ignoranti”, pubblicato da Chiarelettere, dopo i bestseller "Evasori" e “Il Bel Paese maltrattato”, entrambi editi da Bompiani. Organizzatore di eventi culturali, è il direttore editoriale del festival letterario di Ragusa “A tutto volume” e di “Libri al centro”, il primo evento di una settimana mai realizzato in un centro commerciale, Cinecittàdue a Roma. Ha curato a lungo l'economia per il quotidiano "La Stampa". E' stato direttore della comunicazione della Confindustria e delle relazioni esterne della Luiss, dove ha insegnato alla Scuola superiore di giornalismo.

 

Foto di Flaminia Nobili






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  • 2011 10 12 - Roma, Roberto Ippolito
  • 2011 03 16 - Reggio Emilia, Roberto Ippolito