Sono stupito: il paese di Montale senza libreria. “Ci sarà” mi promette il sindaco di Monterosso

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La domanda arriva imprevedibile, mentre si discute di “turismo globale e qualità nel Bel Paese”. Ad avanzarla è Donatella Bianchi, presidente del Wwf, il Fondo mondiale per la natura, conduttrice di una tavola rotonda nell’ambito del festival Glocal Ambiente, a Monterosso giovedì 6 giugno 2015: “A te che sei scrittore chiedo: cosa resta della Monterosso di Eugenio Montale e delle sue poesie di ‘Ossi di seppia’?”.
La domanda è rivolta a Roberto Ippolito, autore di libri come “Abusivi” pubblicato con Chiarelettere e “Il Bel Paese maltrattato” con Bompiani. Lui fa passare in silenzio un secondo, poi un altro. Quindi confessa: “Sono in imbarazzo, non so se è il caso di risponderti. Mi sento a disagio per le cose che dovrei dire”.
Donatella Bianchi lo sollecita: “Puoi certamente dire quello che hai in mente”. A questo punto Ippolito non si tira indietro: “Monterosso è il paese di Montale, il paese che lega il suo nome a quello del vincitore del Premio Nobel per la letteratura. Siamo nelle Cinque Terre che lo hanno ispirato. Siamo vicini al Golfo dei Poeti. Eppure ho scoperto che a Monterosso non c’è una libreria. Qui non si vendono libri. La mancanza della libreria proprio in questo luogo impressiona particolarmente, anche se Monterosso condivide le grandi difficoltà del mondo editoriale in tutta l’Italia”.
La denuncia colpisce il pubblico che ascolta in riva al mare, il mare dove Montale trascorreva l’estate. A Monterosso non vengono venduti i libri nemmeno nei giorni del Glocal Ambiente, organizzato dal Parco Nazionale delle Cinque Terre, il cui direttore Patrizio Scarpellini partecipa alla tavola rotonda con Ippolito insieme a Debora Bergaglio del sito “Buonviaggioitalia” e Andrea Ferraretto, blogger per “La Stampa”.
Ma Donatella Bianchi non propone a nessuno di loro di commentare. Scorge tra i presenti il sindaco Emanuele Moggia. Lo invita a dare la sua valutazione. Al microfono Moggia riconosce che “il problema posto da Roberto Ippolito purtroppo esiste”. Poi promette: “Ma assicuro tutto il mio impegno per risolverlo: a Monterosso la libreria ci sarà”.
Immediatamente Ippolito aggiunge una sua promessa: “E io verrò per stare un giorno dietro al banco e servire i clienti”. Poi la presidente del Wwf nota fra il pubblico anche il senatore del Partito Democratico, Massimo Caleo, che sottolinea il necessario slancio privato.
Il calendario suggerisce di fare presto. Moggia e Ippolito ricordano che il 12 dicembre sarà il quarantesimo anniversario della consegna a Montale del Nobel vinto nel 1975. Sarebbe concepibile celebrare la ricorrenza senza una libreria a Monterosso che ispirò “Meriggiare pallido e assorto”?
La sua apertura adesso è promessa, attesa. Nulla è impossibile, come risulta evidente se si sale al cimitero che domina il paese superando i limoni protagonisti dei versi di Montale. A pochi metri dalla cappella della sua famiglia (ma lui, nato a Genova, è sepolto a Firenze), c’è la tomba di Brigida Desimoni in Accini che, come “il figlio Pietro desolato” scrisse sulla lapide, ebbe una “vita esemplare di madre e sposa” e fu “crudelmente rapita all’età di anni 68 il giorno 30 febbraio 1899”. Morì dunque in un giorno che non esiste e quindi in un certo senso non è mai morta. Monterosso, che ha il 30 febbraio, può avere la libreria.

Nelle foto Monterosso. Dall'alto: nella Biblioteca comunale; con il sindaco Emanuele Moggia; la lapide di Brigida Desimoni in Accini al cimitero.