Stefano Petrocchi: “Abusivi” è il diario di un popolo che non ha le carte in regola

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Roberto Ippolito e Stefano Petrocchi votazione cinquina Premio Strega 11 giugno 2014 foto Giovanni Currado Agr Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci che dà vita al Premio Strega e autore del romanzo “La polveriera” (Mondadori), ha diffuso la mattina di venerdì 12 dicembre 2014 questa nota sul libro di Roberto Ippolito “Abusivi”, pubblicato da Chiarelettere, in vista della sua partecipazione, insieme a Mimmo Minuto, libraio con La Bibliofila e presidente “I luoghi della scrittura”, alla presentazione alle 18.00 all’ Auditorium Tebaldini a San Benedetto del Tronto

“Da tempo ("Evasori", "Il Bel Paese maltrattato", "Ignoranti") Roberto Ippolito si è dato il compito di esplorare il lato in ombra degli italiani. A differenza di quelli sulla casta, i suoi saggi non si limitano a elencare vizi e nefandezze di "lor signori": parlano di noi, di ciò che non dovremmo fare e facciamo, di ciò che non dovremmo tollerare e tolleriamo. Il suo ultimo libro, "Abusivi" (Chiarelettere), assomiglia al diario di un popolo che non ha le carte in regola. Un fenomeno talmente pervasivo, da nord a sud, da fa sospettare che affondi le sue radici direttamente nel carattere nazionale”.

 

Roberto Ippolito “Abusivi. La realtà che non vediamo. Genio e sregolatezza degli italiani”, Chiarelettere

 

Dall’ultima di copertina

“Ma poi c’è un’altra cosa che fuori non la sa nessuno... a te ti abbiamo fatto noi altri, ma “a lui” chi l’ha fatto? ... e chi l’ha autorizzato? Questi tutti abusivi sono!”

Giovanni Di Giacomo, boss ergastolano, irritato per la presenza di mafiosi privi di investitura

 

Dal risvolto di copertina

L’abusivismo non guarda in faccia a nessuno. Balla e fa ballare tutta Italia. Panettieri abusivi, macelli abusivi, studi medici abusivi, meccanici abusivi, benzinai abusivi, tassisti senza patente abusivi, perfino mafiosi e morti abusivi. Si resta a bocca aperta leggendo l’inchiesta di Roberto Ippolito e la lista infinita di comportamenti illegali e senza scrupoli degli italiani.

A Forlì e Cesena, estetisti e parrucchieri irregolari sono uno su tre, a Ivrea i carabinieri accertano che un quarantenne, che opera come fisioterapista, in realtà non è un medico, ma un musicista. A Ravenna un falso psicologo segue una settantina di pazienti e si fa pubblicità su internet, tariffario compreso. Grazie a minori costi, gli abusivi falsano la concorrenza. Prosperano e insieme a loro prosperano il lavoro nero e l’evasione fiscale.

Falsi venditori e parcheggiatori sono sempre più al centro di episodi di violenza. A loro guarda la grande criminalità. Nelle costruzioni l’abusivismo è sempre più sfacciato, come dimostrano la deviazione del torrente Modica-Scicli e i mille metri di porto a Ostia rigorosamente illegali. Né l’arte né i santi si salvano: al Circo Massimo è stata installata una scultura di tre metri per tre, del tutto illegalmente, mentre sulla scogliera di Serapo, la spiaggia di Gaeta, è stata cementata abusivamente una statua della Madonna.

Perché l’Italia è una lunga lista di irregolarità fai da te, che fa sorridere ma anche no.

 

Roberto Ippolito è un giornalista e scrittore. Autore dei bestseller “Evasori” (Bompiani), “Il Bel Paese maltrattato” (Bompiani) e “Ignoranti” (Chiarelettere). È direttore di festival letterari a Ragusa, a Cinecittà e al Maxxi a Roma. Dopo aver curato a lungo l’economia per il quotidiano “La Stampa”, è stato direttore della comunicazione della Confindustria, delle relazioni esterne dell’Università Luiss di Roma e docente di Imprese e concorrenza alla Scuola superiore di giornalismo della stessa Luiss.


Foto Giovanni Currado Agr









Guarda le gallerie fotografiche

  • 2013 09 15 - Conversano (Ba) 2, Roberto Ippolito
  • 2013 11 20 - Firenze 01, Enrico Rossi e Roberto Ippolito