“Sul Romanzo”: “Si salvi chi può” dalla “piaga strisciante” denunciata da “Abusivi”

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Roberto Ippolito Abusivi Chiarelettere Arion Prati Roma 6. foto Maurizio Riccardi Agr La testata on line “Sul Romanzo” riserva molta attenzione al nuovo libro di Roberto Ippolito “Abusivi”, pubblicato da Chiarelettere, facendo notare innanzitutto l’arrivo sugli scaffali “dopo il successo di ‘Ignoranti’” scritto dall’autore con lo stesso marchio. Nell’articolo che accompagna l’intervista a Ippolito, in rete da giovedì 4 dicembre 2014, Enza A. Moscaritolo scrive che il libro fotografa l’eccezionale fantasia delle attività e dei comportamenti ricostruiti privi di requisiti e permessi: “L’abusivismo – afferma - è una piaga dilagante e strisciante a ogni livello e in ogni contesto: si salvi chi può dal lungo elenco delle professioni e dalle attività abusive che sono state censite”. Quindi “Sul Romanzo” rileva che “la superficialità e l’accondiscendenza” fanno “proliferare indisturbati” i casi di violazione delle regole, “alcuni dei quali molto pericolosi perché minano la salute di migliaia di cittadini ignari e incauti, attratti dal miraggio di risparmiare qualche euro”.

 

Roberto Ippolito “Abusivi. La realtà che non vediamo. Genio e sregolatezza degli italiani”, Chiarelettere

 

Dall’ultima di copertina

“Ma poi c’è un’altra cosa che fuori non la sa nessuno... a te ti abbiamo fatto noi altri,

ma “a lui” chi l’ha fatto? ... e chi l’ha autorizzato? Questi tutti abusivi sono!”

Giovanni Di Giacomo, boss ergastolano, irritato per la presenza di mafiosi privi di investitura

 

Dal risvolto di copertina

L’abusivismo non guarda in faccia a nessuno. Balla e fa ballare tutta Italia. Panettieri abusivi, macelli abusivi, studi medici abusivi, meccanici abusivi, benzinai abusivi, tassisti senza patente abusivi, perfino mafiosi e morti abusivi. Si resta a bocca aperta leggendo l’inchiesta di Roberto Ippolito e la lista infinita di comportamenti illegali e senza scrupoli degli italiani.

A Forlì e Cesena, estetisti e parrucchieri irregolari sono uno su tre, a Ivrea i carabinieri accertano che un quarantenne, che opera come fisioterapista, in realtà non è un medico, ma un musicista. A Ravenna un falso psicologo segue una settantina di pazienti e si fa pubblicità su internet, tariffario compreso. Grazie a minori costi, gli abusivi falsano la concorrenza. Prosperano e insieme a loro prosperano il lavoro nero e l’evasione fiscale.

Falsi venditori e parcheggiatori sono sempre più al centro di episodi di violenza. A loro guarda la grande criminalità. Nelle costruzioni l’abusivismo è sempre più sfacciato, come dimostrano la deviazione del torrente Modica-Scicli e i mille metri di porto a Ostia rigorosamente illegali. Né l’arte né i santi si salvano: al Circo Massimo è stata installata una scultura di tre metri per tre, del tutto illegalmente, mentre sulla scogliera di Serapo, la spiaggia di Gaeta, è stata cementata abusivamente una statua della Madonna.

Perché l’Italia è una lunga lista di irregolarità fai da te, che fa sorridere ma anche no.

 

Roberto Ippolito è un giornalista e scrittore. Autore dei bestseller “Evasori” (Bompiani), “Il Bel Paese maltrattato” (Bompiani) e “Ignoranti” (Chiarelettere). È direttore di festival letterari a Ragusa, a Cinecittà e al Maxxi a Roma. Dopo aver curato a lungo l’economia per il quotidiano “La Stampa”, è stato direttore della comunicazione della Confindustria, delle relazioni esterne dell’Università Luiss di Roma e docente di Imprese e concorrenza alla Scuola superiore di giornalismo della stessa Luiss.







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  • 2013 06 14 - Ragusa 08, Roberto Ippolito
  • 2013 06 15 - Ragusa 13, Roberto Ippolito