Giochi di parole. La pace fiscale è in realtà la resa fiscale (agli evasori)

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Se due persone finiscono di litigare, fanno pace. Se due stati non sono più in guerra, firmano la pace. Se un evasore non paga quanto dovuto, gli viene concessa, la “pace fiscale”, in base alla definizione coniata dal governo in carica formato da Cinque Stelle e Lega. Ma si tratta di giochi di parole. In questo caso la pace, prevista con la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza approvata dal consiglio dei ministri giovedì 27 settembre 2018, è unilaterale: è in realtà una resa fiscale agli evasori. Infatti chi non ha pagato le tasse dovute non riceve la contestazione della violazione della legge ma un premio. Il cui nome esatto esiste da tempo immemorabile: condono. Gli evasori favoriti dal nuovo condono sono, come sempre, i cittadini che non contribuiscono al funzionamento della cosa pubblica e usufruiscono però di servizi come per esempio la scuola, la sanità o la polizia pagati con le tasse dei contribuenti onesti.

 

 

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  • 2016 11 09 (09) Castellaneta, Gian Carlo Caselli e Roberto Ippolito foto Mimmo Cassano
  • 2016 11 07 (1) 'Pagine in cammino' Castellaneta, Domenico De Masi e Roberto Ippolito