Insieme a Dacia Maraini laureata all’Orientale con le finestre aperte per avvicinarsi agli altri

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Il riconoscimento honoris causa e le riflessioni su questo periodo con le competenze disprezzate o scoraggiate

Siamo completamente avvolti da decorazioni d’oro, sotto un magnifico soffitto affrescato, con le finestre aperte che quasi fanno toccare il mare di Napoli. Siamo nello storico Palazzo Du Mesnil che ospita l’università L’Orientale, nata il 7 aprile 1732, sotto il segno degli scambi dei popoli. Sento Dacia Maraini partire da ancora più lontano, dal 1193 anno di nascita di Santa Chiara d’Assisi, per proporre una carrellata di donne speciali attraverso i secoli, donne di ogni angolo del mondo, voci differenti.

Svolge così la sua lectio magistralis ricevendo all’Orientale la laurea honoris causa, oggi 17 ottobre 2018. La laurea assegnata è in “Letterature e culture comparate”. Un corso di studio che si identifica con tutto il suo cammino. Il riconoscimento, spiega la rettrice Elda Morlicchio, va a una scrittrice tesa da sempre alla reciproca comprensione tra le culture.

Tre secoli dopo, la necessità di favorire il dialogo si avverte più che mai: le genti si incontrano molto più facilmente ma si alzano anche i muri. Si cerca la bellezza della conoscenza, che però è stata anche bistrattata o addirittura impedita nel passato ricostruito da Dacia Maraini, come in tante occasioni nel presente. Le finestre aperte di Palazzo Du Mesnil dell’Orientale sono aperte verso l’orizzonte: aperte verso qualunque luogo, per avvicinarsi a qualunque persona con tutte le diversità possibili.

Qui, in questa università, si guarda al sapere degli altri. Si studiano gli altri dedicandosi alle “letterature e culture comparate”. Un corso come questo (di cui è coordinatrice per la magistrale Donatella Izzo che pronuncia la laudatio dopo l’intervento del direttore del dipartimento di studi letterari, linguistici e comparati Augusto Giordano) per lei è un antidoto alla chiusura delle frontiere o ai dazi. Di un antidoto come questo c’è bisogno in dosi massicce. Anche perché “viviamo in un periodo in cui le competenze sono disprezzate o scoraggiate” constata Dacia Maraini, con un’annotazione amara in una giornata di felicità.

Conclusa la cerimonia all’Orientale definita da lei “gloriosissima” è su queste parole che torniamo a tu per tu. Lei insiste sulla necessità di investire nello studio. Penso all’emarginazione dal dibattito pubblico dell’istruzione; penso alla preparazione considerata superflua o un’arma del potere; penso ai pregiudizi antiscientifici di chi, impreparato, pretende di dettare i comportamenti. Ma oggi qui si respira il piacere di studiare e di conoscere. Oggi, giorno della laurea honoris causa a Dacia Maraini, è il giorno delle “letterature e culture comparate”.