Pupi Avati mi confessa le bugie svelando i ricordi “Nel baule” al Maxxi giovedì 25 settembre

.

0
0
0
s2sdefault

Maxxi invito Pupi Avati Nel baule curato da Roberto Ippolito 25 settembre 2014 Maxxi Roberto Ippolito Nel baule 10 luglio 2014 1 foto  Claudio PanunziRoberto Ippolito Maxxi Roma 26 giugno 2014 foto Maurizio Riccardi Agr Tante verità di tutta la propria storia personale, ma anche le tante bugie dette. Il regista Pupi Avati si confessa con la massima franchezza possibile con Roberto Ippolito, ideatore e conduttore della rassegna “Nel baule”, alle 19.00 di giovedì 25 settembre 2014 al Maxxi, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo (via Guido Reni 4a, ingresso libero). L’attrice Viola Graziosi legge brani tratti dall’autobiografia “La grande invenzione”, pubblicata da Rizzoli.

“Quello che mia madre ha sempre detto di me, cogliendo a pieno un aspetto della mia essenza, è che sono ” confida Pupi Avati che si presenta in pubblico esattamente sette giorni dopo l’uscita del suo ultimo film, “Un ragazzo d’oro” con la partecipazione della stessa Graziosi con Sharon Stone, Riccardo Scamarcio e Cristiana Capotondi. Poi aggiunge: “Per me la bugia non era altro che una diversa modalità dell’immaginazione, un modo per dilatare il reale. E questo, in definitiva, è ciò che mi ha spinto a fare il cinema”.

Ippolito parla di “un’originale operazione della memoria in un luogo come il Maxxi mirato verso il futuro”. Avati pesca i ricordi “Nel baule”, come gli altri protagonisti della cultura partecipanti autori di libri sul proprio passato. Lui è seduto in poltrona accanto al conduttore, in un’atmosfera da salotto domestico con i fiori freschi sopra al tavolino. Da una vecchia cassa da viaggio collocata nella piazza all’aperto del Maxxi, all’interno della grande parete in legno con sfere di plastica realizzata dal collettivo Orizzontale vincitore della gara internazionale Yap per architetti under 35, vengono tirate fuori delle pagine con la rievocazione dei momenti vissuti.

Gli aspetti professionali si intrecciano con quelli privati nel racconto del regista, che si presenta come figlio di due mondi: la ricca borghesia urbana di Bologna e l’arcaica tradizione contadina di Sasso Marconi, in provincia. Fortissimo il legame con Roma: “In qualche modo, sento di essere sempre appartenuto a questa città. È qui che mia madre – stando ai suoi ricordi – mi ha concepito, quindi il mio rapporto d’amore con Roma comincia ancor prima della mia nascita”. Dal buffo pedinamento di Federico Fellini all’insolito lavoro con Pierpaolo Pasolini, la conversazione al Maxxi ricostruisce in modo inusuale tutta la carriera.

Gli appuntamenti successivi con il baule di Ippolito sono mercoledì 8 ottobre con Filippo La Porta (““Roma è una bugia” Laterza) e giovedì 9 ottobre con Gianrico e Francesco Carofiglio (“La casa nel bosco”, Rizzoli). I precedenti incontri sono stati: giovedì 10 luglio Gianni Berengo Gardin (“Il libro dei libri”, Contrasto), 17 luglio Dacia Maraini (“Bagheria”, Rizzoli), 24 Lina Wertmuller (“Tutto a posto e niente in ordine”, Mondadori) e 31 Chiara Valerio (“Spiaggia libera tutti”, Laterza), 18 settembre Ferdinando Scianna (“Visti&Scritti”, Contrasto).

Roberto Ippolito, scrittore e giornalista, ha conosciuto un nuovo successo con “Ignoranti”, pubblicato da Chiarelettere. È autore dei bestseller "Evasori" e “Il Bel Paese maltrattato”, entrambi editi da Bompiani. In precedenza ha pubblicato con Laterza. Organizzatore di eventi culturali, è il direttore editoriale del festival letterario di Ragusa “A tutto volume” e di “Libri al centro”, il primo evento di una settimana mai realizzato in un centro commerciale, Cinecittàdue a Roma. Ha curato a lungo l'economia per il quotidiano "La Stampa". E' stato direttore della comunicazione della Confindustria e delle relazioni esterne dell'università Luiss, dove ha insegnato alla Scuola superiore di giornalismo.


Foto 1 Claudio Panunzi 2 Maurizio Riccardi Agr






Guarda le gallerie fotografiche