
“Anche io ho cancellato Oscar”: l’artista Stefano Cumia e la sua copertina di “Wilde come se”
Un vecchio ricordo di una scolara riaffiorato c’è dietro l’illustrazione del romanzo pubblicato da Sem Feltrinelli. È emerso durante la lettura di Stefano Cumia del testo ricevuto dall’editore, in vista della pubblicazione, per interpretare il contenuto attraverso un suo lavoro.
L’artista è rimasto impressionato in particolare per un motivo: “In tanti che conoscevano Oscar Wilde hanno finto di non averlo mai conosciuto, lui è stato rinnegato e il suo nome è scomparso dai manifesti e dai programmi delle sue commedie rappresentate a teatro. Questo è avvenuto in seguito all’accusa di grave indecenza, ovvero omosessualità, che l’ha poi portato in carcere. Il libro di Roberto Ippolito documenta l’accanimento nei confronti di Wilde”.
La mente è tornata indietro: “Avevo visto delle foto di classe e altre di gruppo possedute da una bambina che non sopportava più alcuni compagni e amici: sui loro volti aveva passato più volte la penna per renderli irriconoscibili. In questo modo, per la bambina loro non esistevano più. Se il viso scompare sotto i tratti di penna, scompare l’identità”.
Stefano Cumia ha avuto l’intuizione: “Ho deciso di imitare la piccola dopo aver letto nel romanzo l’obiettivo di eliminare le tracce del personaggio scomodo. Ho scelto una foto di Wilde e con una biro Bic blu ho imperversato sul volto. Ma non bastava: dovevo accanirmi contro di lui, come accaduto realmente. Perciò con una punta metallica ho fatto tante altre rigacce. Anche io ho cancellato Oscar”.
La foto rovinata è diventata la copertina di “Wilde come se” che racconta le due vite distanti di un uomo di successo e di un soldato condannato a morte per l’omicidio della moglie, che si incrociano nello stesso carcere: Reading Gaol.
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Prima presentazione nazionale di “Wilde come se” sabato 27 settembre 2025 alle 12.00, Libreria Nuova Europa I Granai (Via Mario Rigamonti 100, Roma) con Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci.






