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“Wilde come se” (e l’arte violata) al Maxxi L’Aquila
Il potere schiaccia il poeta è il filo conduttore del romanzo pubblicato da Sem Feltrinelli, messo a fuoco in profondità da Valentina Notarberardino, autrice e consulente di comunicazione culturale, nella conversazione sviluppata sabato 18 luglio. È un tema fondamentale per L’Aquila, Capitale italiana della cultura 2026: l’evento ha fatto parte del suo programma richiamando tanto pubblico.
Nella corte interna del settecentesco Palazzo Ardinghelli, sede distaccata dell’istituzione nazionale presieduta da Emanuela Bruni, la presentazione di “Wilde come se” è stata aperta dal soprano Seungyeon Ko e dal pianista Massimiliano Caporale con la scena finale della “Salomè” di Richard Strauss, basata sul dramma di Oscar Wilde. Il debutto a Londra fu impedito dalla censura dei testi teatrali per la messa in scena di personaggi biblici.
L’appuntamento con il libro si è svolto in contemporanea con la mostra “Aftershock” dell’artista cinese Ai Weiwei teso a scuotere le coscienze per il modo di guardare la realtà. Ai Weiwei fu arrestato per l’indagine sulle cause delle morti del terremoto del Sichuan del 2008. Una grande parete ospita un’opera-documento con l’elenco dei 5.197 studenti morti, le loro scuole e le classi.
Nella copertina del libro firmata dall’artista Stefano Cumia, il volto di Wilde è cancellato, per testimoniare l’accanimento contro di lui.
Valentina Notarberardino ha evidenziato tra i punti del romanzo, interamente frutto di anni di ricerche, l’accusa di immoralità nei processi a Oscar addirittura per la condotta del suo personaggio di fantasia, Dorian Gray. Nell’Inghilterra vittoriana di fine Ottocento, Wilde è sottoposto a due anni di lavori forzati per “grave indecenza” ovvero omosessualità e finisce nello stesso carcere di una guardia reale, condannato a morte per l’uccisione della moglie È sconvolto apprendendo l’imminente impiccagione. Denuncerà la crudeltà della giustizia che uccide e i soprusi fra le sbarre.
“Wilde come se” è storia. Ma il 2025 è stato l’anno record delle esecuzioni capitali dal 1981.


















