
Comunicato stampa
Roberto Ippolito con “Wilde come se” finalista del Premio Giulio Angioni per la narrativa
Il romanzo, pubblicato da Sem Feltrinelli, frutto di anni di ricerche ricostruisce la doppia storia di Oscar Wilde e di una guardia reale finiti nello stesso carcere. La cerimonia conclusiva del riconoscimento letterario sardo domenica 25 ottobre
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La doppia storia mai raccontata di Oscar Wilde e di una guardia reale condannata a morte fa centro. Il romanzo di Roberto Ippolito “Wilde come se” pubblicato da Sem Feltrinelli è nella terna che si contenderà la vittoria della decima edizione del Premio Giulio Angioni per la narrativa indetto dal comune di Guasila, nel Cagliaritano, e compreso nel Festival dell’altrove diretto da Matteo Porru, La cerimonia conclusiva del riconoscimento letterario sardo si svolgerà domenica 25 ottobre 2026, alle 18.30.
Gli altri due finalisti, oltre Roberto Ippolito, sono Enzo Fileno Carabba con “L’arca di Noè” edito da Ponte alle Grazie e Elisabetta Liguori con “Il figlio ostinato” uscito con Piemme. L’evento è articolato anche nelle sezioni poesia, saggistica e narrativa inedita.
Giulio Angioni, a cui è intitolato il premio, è stato uno scrittore e antropologo di Guasila, scomparso nel 2017. È autore di studi e ricerche sul mondo contadino sardo. Nei romanzi, nei racconti e nelle poesie esplora l’animo umano in tutta la complessità con una particolare sensibilità per i luoghi più familiari.
“Wilde come se” è un romanzo con ogni parola basata sui risultati di anni di ricerche. Ippolito conduce, nell’Inghilterra vittoriana di fine Ottocento. dentro due vite distanti che poi si incrociano nell’era vittoriana. Il soldato uccide la moglie per gelosia mentre il drammaturgo e poeta Oscar Wilde al culmine del successo è bersaglio di conservatori e benpensanti. Finiranno nello stesso carcere. Al primo è inflitta la pena capitale. Il secondo subisce due anni di devastanti lavori forzati per “grave indecenza” ovvero omosessualità.
Il libro è ricco di episodi sconosciuti. Wilde è accusato di immoralità addirittura per la condotta del suo personaggio di fantasia, Dorian Gray. In tribunale gli viene anche imputato di aver portato a cena ragazzi ignoranti.
Il potere schiaccia il poeta. Questa frase figura nel risvolto di copertina ed esprime l’annientamento patito da Oscar. Rappresenta inoltre un legame con il libro precedente di Roberto Ippolito, “Delitto Neruda”, pubblicato da Chiarelettere, che ha rivelato la morte non naturale del poeta cileno Premio Nobel per la letteratura.






