
Diego Rivera, il dialogo felice tra l’America e l’Europa
Lì per lì si stenta a capire. Poi ci si rende conto di quanto due borse di studio e i viaggi in Spagna e Italia abbiano inciso nella formazione di un artista messicano che più messicano non potrebbe essere. Il maestro dei murales ha attinto dagli affreschi rinascimentali e bizantini come dal cubismo per diventare lui. Ovvero lui con le radici nella sua terra ma lo sguardo proiettato in avanti. È la sua rivoluzione.
Ne fa parte, a modo suo, anche la “Mujer sentada con flores”, dipinta nel 1944. Forse si può azzardare che questa opera rappresenti un approccio alla seduzione secondo Diego Rivera. La donna è sicura di sè, mantenendo un certo distacco da chi l’osserva. È sicura del suo essere donna, sbocciata come i fiori accanto, freschi come lei. Una messicana. Ritratta nell’olio su tela esposto alla mostra “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo” ai Musei Capitolini Villa Caffarelli, a Roma.






