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“La Tempesta Silenziosa” piena di serenità
“Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che possono esistere solo quando siamo giovani, caro lettore”: Alessandro Baricco comincia a leggere “Le notti bianche” di Fëdor Dostoevskij. Ed è una di quelle notti che possono esistere solo una volta, così come sono.
La voce dello scrittore, come un’eco soffice, si diffonde in oltre trecento luoghi di Roma. Alle 20.47, ora del tramonto, di mercoledì 17 giugno 2026 si limita a dare l’avvio con un brano iniziale. Poi è “La Tempesta Silenziosa” concepita da lui.
Venticinquemila persone, forse più, da sole e tutte insieme, proseguiamo la lettura dello stesso libro. Con a disposizione una lucina viviamo le nostre notti bianche, accostandoci ai due giovani che le animano, il narratore e Nasten’ka. Troviamo l’amore e il non amore. La solitudine dei sogni. Troviamo la pace, senza confini, che un gigante russo come Dostoevskij ci dona centosessantuno anni dopo la scrittura (e ci donerà ancora e ancora).
Ogni “caro lettore” è nel “nido di energia pazzesca” creato da Baricco. Un’esperienza unica di serenità. Così unica che al termine scatta un applauso di esultanza. Tutti uniti dalla lettura nella magica notte romana. O di Pietroburgo?
Le fotografie sono di Luciano Del Castillo alla Casa del Jazz












