23 luglio 2026 Roberto Ippolito alla mostra di Francesca Woodman alla Gagosian di Roma foto di Luciano Del Castillo
23 luglio 2026 Roberto Ippolito alla mostra di Francesca Woodman alla Gagosian di Roma foto di Luciano Del Castillo

L’effervescenza inquieta di Francesca Woodman

Ogni scatto è un momento di teatro. Frutto degli studi alle spalle e dello studio per realizzarlo. La sua arte fotografica è un continuo raccontare. Con il paradosso della straordinaria vitalità con la quale vengono esplorate e create le strade abbinata al disordine, parola usata da lei stessa, dentro il suo animo.

L’obiettivo a sua volta meditativo di Luciano Del Castillo mi riprende mentre mi interrogo sule scelte e sulle soluzioni adottate dall’americana Francesca Woodman. Sono alla mostra con quarantotto sue fotografie nella galleria romana Gagosian. La rassegna fa risaltare la felice varietà delle scene e delle pose, l’agitazione interiore, il personale e autonomo collegamento al surrealismo. Questa mostra dice molto ma fino a un certo punto di una produzione così importante in una vita così breve, finita a 22 anni nel 1981.

Inoltre, come osserva Isabella Pedicini, punto di riferimento per la conoscenza della sua opera e autrice di “Francesca Woodman. Gli anni romani tra pelle e pellicola” pubblicato da Contrasto, il genere dell’autoritratto fotografico diventa per lei “il modo per indagare sé stessa e il mondo, il suo corpo e lo spazio intorno a lei”.

L’immagine che sto scrutando è “Untitled”, datata 1975-1978. Trasmette un istante di quiete? Chissà.