Scambio di letture fra Roberto Ippolito autore di “Wilde come se” (Sem Feltrinelli) e Mario Tozzi che firma “Caro sapiens” (Mondadori), foto Natalia Cosi Libreria Nuova Europa I Granai
Scambio di letture fra Roberto Ippolito autore di “Wilde come se” (Sem Feltrinelli) e Mario Tozzi che firma “Caro sapiens” (Mondadori), foto Natalia Cosi Libreria Nuova Europa I Granai

Leggo il “Caro sapiens” Mario Tozzi che legge “Wilde come se”

Ci scambiamo la curiosità. Che è tanta. Infatti mi immergo di slancio nel suo libro pubblicato da Mondadori. Ed ecco subito, come un avviso, il concetto fondamentale intorno a cui ruotano le pagine: “Siamo abituati a pensare al mondo come una proprietà di noi sapiens, eppure la Terra ha 4,5 miliardi di anni e noi occupiamo uno spazio infinitesimo di questa lunghissima storia”. Già questa osservazione è mirata a farci togliere dalla testa l’idea della superiorità del genere umano.

Del resto, è il suo ragionamento, gli altri esseri viventi condividono caratteristiche come l’intelligenza, le emozioni o la bellezza. Nella finzione letteraria lo stesso pianeta Terra, in una serie di lettere immaginarie ma molto circostanziate dirette al caro sapiens, illustra la sua storia e spiega “come è fatta” (o anche disfatta).

Per quanto riguarda la curiosità confidata da Mario Tozzi per il mio romanzo, pubblicato da Sem Feltrinelli, non l’intacco. Gli lascio scoprire che ai due protagonisti, il soldato condannato a morte e Oscar Wilde sottoposto a due anni di lavori forzati, succede…

Foto di Natalia Cosi nella Libreria Nuova Europa I Granai